Un amaro paradosso sui binari del Sannio: il treno storico miete successi, i treni del presente mortificano

- Politica Istituzioni di alessio zarro ievolella

Domani il Sannio Express farà tappa a Benevento, per poi procedere verso Pietrelcina, Morcone e Santa Croce del Sannio, dove sarà inaugurata un’altra fermata della storica linea Benevento - Bosco Redole. La quantità di eventi, mostre, convegni e degustazioni disseminate lungo il tragitto, in particolare la concomitanza con la celebrazione per i 50 anni dalla scomparsa di Padre Pio e la Fiera morconese, lasciano supporre che si tratterà dell’ennesimo sold out per il lento convoglio con trazione a vapore. Sono ormai alcuni mesi, infatti, che questo “museo in movimento” macina proficuamente chilometri lungo le tratte abbandonate dell’hinterland campano, nel solco dell’antica via Francigena, confermandosi oculato investimento di Regione Campania, MIBACT e Fondazione FS per il settore turistico. Ancora nulla di concreto, invece, per quanto concerne il presente e il futuro dell’altra linea ferroviaria, quella che, pur percorrendo altrettanto lentamente una tratta di rilevantissimo interesse storico - la via Appia antica -, non rimpingua cassa alcuna e causa, al contrario, grave disagio ai pendolari.

Si sta parlando, naturalmente, della Benevento-Napoli via Cancello, altrimenti nota come “Valle Caudina”, da anni al centro di polemiche riguardo l’esiguo numero di corse, la lunghezza dei tempi di percorrenza e l’obsolescenza della rete ferroviaria. Polemiche che hanno recentemente provocato anche la reazione del Sindaco di Benevento Clemente Mastella e della consorte Sandra Lonardo. E a nulla è valso il parziale ammodernamento dei treni, alla luce della fragilità strutturale della linea, soggetta spesso a interruzioni, come quella causata lo scorso inverno da una frana e che ancora rende impraticabile il tratto Benevento - San Martino Valle Caudina, per cui vige da mesi il regime di bus sostitutivo.

Inutile rimarcare ulteriormente i problemi che tutti coloro che si recano quotidianamente a Napoli ben conoscono; difficile, piuttosto, non cogliere l’ironia dell’accostamento. Il target del Sannio Express - “viaggi lenti in percorsi ormai abbandonati che consentono di rivivere atmosfere di tempi passati” - potrebbe essere adottato parimenti, e senza difficoltà, dalla Valle Caudina. Più veloce di solo 20 km/h rispetto al tram a cavalli e già “museo - di casi umani - in movimento”, questo pseudo-treno impiega infatti ben 2 ore per completare l’intera tratta (60 km) che, ricordiamolo, ricalca in parte una delle più mirabili opere infrastrutturali romane, non solo dal punto di vista ingegneristico, ma soprattutto per la centralità economica e commerciale che ha assunto nei secoli e per le vicende storiche che su di essa si sono susseguite. A distinguerlo dal Sannio Express, allora, solo le carrozze Corbellini e Centoporte, e verso una sua ipotetica conversione a scopi turistici, appena un breve passo.

Se al momento, tuttavia, la cosiddetta “Valle della morte” non accontenta i pendolari, né gli affezionati del turismo slow, un barlume di speranza, per i primi, giunge da alcuni ventilati tavoli di trattativa tra Regione Campania e Fondazione Fs, per trasferire la ferrovia, in concessione a Eav Srl, sotto la competenza di RFI, e adeguarla agli standard nazionali del trasporto su rotaia. E’ quanto è emerso, almeno sul piano degli intenti, da due incontri avvenuti, entrambi, nel mese corrente:

1) 13 settembre, una delegazione dell’Associazione Culturale Impegno Civico ha incontrato a Roma i vertici di FS, facendosi promotrice per l’apertura di un possibile dialogo tra le parti interessate . Come apprendiamo dal comunicato stampa, nessun rappresentante della Regione Campania era però presente all’incontro, seppure la stessa FS ha fatto sapere che “sono già intervenute utili e positive interlocuzioni con Regione Campania ai fini del trasferimento, e i colloqui sono a buon punto”. Altro nodo spinoso, pur dibattuto, riguarda il treno Frecciarossa da Bari a Roma, che non ferma a Benevento, confermando l’’isolamento infrastrutturale già denunciato dal sindaco.

2) 19 settembre, incontro a Montesarchio tra i sindaci della Valle Caudina, il presidente di Eav Srl Umberto De Gregorio e alcuni esponenti della Regione Campania. Come riportato da Ottopagine, il vicepresidente regionale Fulvio Bonavitacola ha dichiarato che “trasferire la rete sarebbe positivo per gli interventi di adeguamento e per un ammodernamento tecnologico”, mentre Costantino Boffa, consigliere per le attività connesse all'alta velocità, ha fatto sapere che “la possibilità di agganciare la Benevento – Cancello alla stazione di Afragola c'è, e sarebbe utile non solo per il Sannio, ma anche per la stazione di Afragola, visto il bacino d'utenza importante”

Tutti d’accordo, insomma, sulla necessità del trasferimento, salvo che a parte le rassicurazioni verbali al condizionale, "unilateralmente da ambo le parti", ancora nulla di fatto. Che le esitazioni siano dovute a impedimenti oggettivi e canonici, oppure esasperate da una presunta negligenza del Presidente De Luca e della sua Giunta rispetto alle esigenze delle aree interne della Campania, come denunciato dalla senatrice 5 stelle Danila De Lucia, si scoprirà solo seguendone le evoluzioni (ammesso che ve ne siano). Per ora, in programma un ulteriore incontro col Presidente di Eav Srl, martedì prossimo, sempre promosso da Impegno Civico.

In attesa di conoscere i tempi e le modalità del trasferimento sarà pur lecito domandarsi, almeno, quale sia il reale grado di priorità che la Regione Campania attribuisce all’adeguamento della Valle Caudina e fino a che punto tale questione, cogente e improrogabile, possa essere delegata alla libera iniziativa di sindaci e associazioni culturali, senza che dagli organi competenti giungano proposte concrete, carte alla mano e mano al bilancio. Se poi la presunta trattativa non dovesse andare a buon fine, allora che anche la Benevento-Cancello-Napoli sia servita dal Sannio Express, così da valorizzarne il potenziale turistico latente e garantire, rispettando i vigenti tempi di percorrenza, un maggiore comfort per i pendolari.