Il sindaco di Benevento fa cacciare un assessore dalla sua Giunta da un gruppo consiliare: un'altra brutta pagina è stata scritta

- Opinioni IlVaglio.it
Clemente Mastella
Clemente Mastella

Il finale di un'altra 'novela' al Comune di Benevento si è consumato ufficialmente (leggi la lettera di dimissioni resa nota anche alla stampa e il commento di ieri del Vaglio. Parliamo del caso dell'ex assessora ai servizi sociali Patrizia Maio, espressione e novità dell'urna amministrativa di maggio/giugno 2016 di Forza Italia, e dalla stessa Forza Italia (stessa, più o meno, oggi annovera anche Luigi Scarinzi, Vincenzo Sguera...) quasi due anni dopo rinnegata. E' una vicenda di relativo spessore, riflesso della quotidianità di una politica povera di idee e uomini e ricca di ambizioni mal riposte.

Questa congiura di Bruto e Cassio de' noantri muove, come altre del passato (e quelle che verranno), a un sorriso amaro: ridimensiona la figura del sindaco Mastella più di quanto a tale scopo non abbia già provveduto la sua modesta capacità amministrativa e al tempo stessa lascia senza risposte gli interrogativi di fondo, ovvero le motivazioni che hanno dettato la mossa non a sorpresa dell'accerchiata Maio, vista l'escalation mediatica con la quale i consiglieri 'azzurri' a palazzo Mosti hanno ritenuto di doversi coprire le spalle.

Nel confronto fra missive indirizzate al sindaco addirittura l'assessora dimissionaria, rispetto al gruppo di consiglieri di solo formale riferimento partitico che siede a palazzo (Mosti), fa la figura di un gigante per signorilità e chiarezza, laddove questi ultimi non possono opporre altro che un testo infarcito anche di sgrammaticature istituzionali: “...i consiglieri, venuto meno l'aspetto fiduciario nella conduzione politica dell'assessorato, con la presente sfiduciano l'assessore e, pertanto, ne richiedono la sostituzione” (ha riportato Il Mattino del 19 maggio). Giova semplicemente ricordare che gli assessori vengono nominati dal sindaco e che (capitolo 'dimissioni' a parte, forzate o meno) solo dal sindaco possono essere revocati. Il rapporto fiduciario dell'assessore è solo con il sindaco.

Qui, dunque, pure il nodo che sarà sciolto in malo modo da un Mastella silente e strumentale alla sua navigazione tranquilla al timone dell'Ente locale, in questa circostanza favorita da un semplice avvicendamento di persona, ovvero dalla prebenda riconosciuta a un gruppo consiliare. Tutto ciò contribuisce ancor più a svalutare sia le capacità gestionali e decisionali del singolo, che il valore dell'esperienza inaugurata un paio d'anni fa in questa sventurata Benevento e la consistency della classe d'amministratori portata al governo della città, una miscela di vecchi e nuovi volti riusciti nell'impresa politica – i primi - di dare il peggio di sé pur avendo maturato una qual certa esperienza e – i secondi - di dare il peggio di sé essendo soltanto quella la stoffa posseduta (nell'indistinto magma salvando almeno chi rispetta la forma).

Secondo la (il)logica dei consiglieri forzisti (Capuano, Scarinzi, Sguera V., Orlando, Russo G.), ora sul soglio assessoriale dovrà sedere qualcuno che svolga attività di cui tutti abbiano contezza, con una impostazione programmatica chiara, oggetto di condivisione e confronto con i consiglieri, e non già magari con gli indirizzi politici della Giunta. Una sorta insomma di componente dell'Esecutivo eterodiretto che ogniqualvolta dovrà assumere una decisione sarà chiamato a una sintesi collegiale (e meno male che qui non ci sono piattaforme virtuali su cui esprimersi...). Il nome è stato ovviamente individuato (“Il dato è tratto. Forza Italia ha individuato … la sostituta di Patrizia Maio”, ha scritto Anteprima24 il 17 maggio), quello di Anna Orlando, subentrata in Consiglio quale prima dei non eletti dopo la nomina di Antonio Reale ad assessore all'Urbanistica e da tale ultimo posto in panchina ora diventata assessora.

Conquistato sulla scorta di un curriculum di tutto rispetto, sublimato nel suo più importante intervento in favore della comunità cittadina, la pulizia dei giardinetti del viale degli Atlantici (maggio 2017, un anniversario quindi), un “gesto nobile” - ebbe a scrivere Ntr24 -, certo d'impatto, ma occasionale e non risolutivo. Come quanto ha proposto nel passato, sta proponendo oggi e, senza sorpresa alcuna, proporrà in futuro la politica targata Mastella & Co. a una città vinta, fiaccata e arrendevole.