La via fotografica alla mensa: i politici tornano a mangiare con gli scolari a Benevento. Accusare per far dimenticare

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Il piatto in tavola rappresenta un'attrattiva davvero gustosa, quanto alla soddisfazione oraria naturale di qualche istinto e alla propaganda politica, dalla quale difficilmente si scappa (sia dal gusto che dalla propaganda). Certo, la foto che ritrae il sindaco Mastella e l'assessora Del Prete al desco di una sala mensa scolastica ha un sapore – è proprio il caso di dire – diverso rispetto all'omologo scatto (nel contenuto) del marzo 2017, che vedeva l'uno di fronte all'altra il dirigente del Comune Castracane e l'allora assessora Amina Ingaldi (pre-Del Prete). In quest'ultimo caso l'immagine ritraeva il vuoto di un refettorio, nell'attualità, invece, sindaco e assessora – per quanto su tavoli separati – s'accompagnano agli 'utenti' che stavolta ci sono e vengono pure in foto, i bambini di un plesso elementare.

L'immagine con la Ingaldi, dunque, era la ratifica sostanziale di una sconfitta: i tempi bui delle defezioni a getto continuo, dell'impossibilità a chiudere procedure, dei costanti ricorsi a un tribunale, delle periodiche sospensioni d'attività. Quella attuale, invece, è la cornice di un successo: la ripresa dell'attività, pronunce giudiziarie che si ritengono superate, servizio non più a singhiozzo. C''è anche da riscontrare la continuità: allora come oggi gongolavano e gongolano le personalità istituzionali. Nel caso del 2017, però, le cose sono andate a finire in maniera diversa: di dirigente e assessora non è rimasta, nello specifico ramo, alcuna traccia. Mastella e Del Prete, invece, sbilanciatisi anche sulla qualità del pasto apparecchiato (chissà se hanno pagato col voucher...), sono in sella e soddisfatti.

Come peraltro non può che essere soddisfatta l'opinione pubblica della capacità mostrata dal Comune di Benevento di riuscire a esaudire la richiesta di un servizio a domanda individuale... pure se, in termini di mero buon senso, proprio non si comprende come tale servizio si sposi con l'obbligatorietà dello stesso.

Oggi è comunque il tempo del raccolto mediatico, questo e solo questo dice l'amabile istantanea del ritorno a scuola dei nostri politici. Forti dell'essere riusciti ad amministrare, e finora bene a quanto pare dalla loro dimostrazione, una vicenda annosa di cui, in conclusione, appare colpevole – nelle parole d'accusa dei nostri attori istituzionali - il solo 'panino libero'. Si tratta di una sparuta minoranza di genitori che peraltro (come non si è mancato di far rilevare) non ha inficiato l'andamento in crescita del numero delle adesioni al servizio. E' più di un ardito tentativo di nascondere le proprie accertate responsabilità, è un gioco di prestigio, per cercare di far dimenticare nascondere la difficoltà a mettere in campo una gara d'appalto figlia di un bando e di un regolamento di servizio inoppugnabili. Da 4 anni a questa parte, peraltro.