Povera Benevento, non processa e non ha speranza: l'inchiesta ASL vola verso la prescrizione come 'Mani sulla città'

- Politica Istituzioni di Carlo Panella


La notizia è un ennesimo, amaro deja vu, un qualcosa di già visto e patito, in quei rari casi in cui i colletti bianchi finiscono sotto processo a Benevento: il processo lumaca sull'ASL, coi i suoi illustri imputati, si è bevuto in un amen altri 4 mesi e più di rinvio pieno. Se ne riparlerà, forse... sulla carta... chissà... il 13 settembre 2018. A gettare benzina nel serbatoio della già lanciata macchina che, di suo (lo sciopero tecnicamente non interferisce sui tempi), corre verso la prescrizione, dei pur gravi reati ipotizzati, stavolta è arrivato un "provvidenziale" sciopero delle Camere penali. Sciopero di manica larga, indetto dagli avvocati addirittura per 2 giorni (2 e 3 maggio), coincisi, guarda caso, proprio con l'udienza del procedimento penale più importante che, da 6 (sei !) anni, si sta tentando di svolgere in Via Raffaele De Caro. Si badi: 1) i fatti in esame risalgono dall'estate 2012 a mesi e ad anni precedenti; 2) si sta parlando solo e ancora della celebrazione del primo grado di giudizio dei tre possibili.

Gli imputati sono noti, alcuni notissimi: l’ex deputata Nunzia De Girolamo (Forza Italia), i suoi collaboratori all'epoca dei fatti ascritti, Luigi Barone e Giacomo Papa, l'intero management dell'Azienda sanitaria, sempre del tempo, Michele Rossi, direttore generale, Gelsomino Ventucci, direttore sanitario, Felice Pisapia, direttore amministrativo, il funzionario dell'ASL Arnaldo Falato, e il sindaco di Airola Michele Napoletano (PD). Gli imputati si sono tutti dichiarati innocenti.

Le accuse a vario titolo: associazione per delinquere, concussione (anche tentata), minacce, turbativa d'asta, falso, abuso d’ufficio e offerta di utilità per ottenere voti alle elezioni.

La Procura della Repubblica di Benevento iniziò ufficialmente a indagare nel giugno del 2012, l’iniziale emersione dell’inchiesta, coi clamorosi provvedimenti cautelari adottati, si ebbe a dicembre 2013. De Girolamo, allora formalmente non indagata, si dimise da ministra dell'Agricoltura del Governo Letta nel gennaio 2014. Il gigantesco procedimento istruito è stato poi diviso in vari tronconi e con estrema lentezza poi si sono avuti vari rinvii a giudizio.

Appare presumibile quindi che, per molte ipotesi di reato, per non dire tutte, finché non si espleteranno gli eventuali vari gradi di giudizio, potrà scattare la prescrizione del processo, per decorrenza dei termini massimi per giudicare previsti dalla legge.

Alla stessa sorte (prescrizione) pare destinato anche l’altro processo di grande impatto sulla pubblica opinione, per la gestione degli appalti al Comune di Benevento, detto ‘Mani sulla città', sotto imputazione il sindaco e altri amministratori dell'epoca, funzionari dell'Ente, tecnici e imprenditori, alcuni tra i più noti della città.

Potrà dunque ben succedere che, in entrambi i casi, non si saprà se gli imputati sono stati colpevoli o innocenti.

Un solo dato, tra i tanti possibili da denunciare (e già denunciati...) e da rimarcare: al rinvio a giudizio dei sette illustri imputati menzionati si è arrivati solo nel settembre del 2016 e, come detto in avvio, l''udienza dibattimentale - di primo grado - si terrà (si dovrebbe tenere...) a settembre 2018. Cliccando su questo link si potrà leggere un articolo del Vaglio.it che riepiloga e riassume tutta la vicenda-ASL e che esplicita le gravi accuse formulate e le diverse tesi e posizioni processuali espresse.

Abbiamo denunciato, pressoché in solitudine, per questi due processi e non solo, i guasti prodotti dalla giustizia lumaca a Benevento. Come si evince, in queste ore, nulla è cambiato, anzi, la lentezza aumenta. E' un andazzo terribile: 1) che trascina la vita di persone, gli imputati, in incubi infiniti, se sono stati innocenti soprattutto; 2) che toglie le poche speranze rimaste a questa città e al Sannio, nel caso in cui gli imputati siano stati colpevoli, perché solo facendo rispettare la legalità, innanzitutto ai potenti, questo posto riuscirà ad affrancarsi dalla cultura feudale, spoliazioni comprese, da cui pare non essere in gran parte mai uscito.