Il primo maggio diventerà la festa degli imprenditori, i tempi paiono maturi

- Effetti collaterali di Giovanni Barra
Sfera Ebbasta
Sfera Ebbasta

Festa dei lavoratori a cinquant'anni dal Sessantotto. Decontribuzioni e deprecarizzazioni finte, in due parole “Jobs Act”, sono state le linee guida che hanno ispirato la potenza architettonica del riformismo di sinistra di ultima generazione, erede politico di quel maggio turbolento. Risultato: un mondo di fattorini e centralinisti, sottopagati e laureati con lode, dalle aspirazioni imprenditoriali, le uniche aspirazioni possibili. Siate affamati, siate folli! Siate affamati, siate folli! Siate affamati, siate folli! Siate affamati, siate folli! Siate affamati, siate folli! Siate affamati, siate folli!

I congiuntivi esortativi più sexy, per distacco, degli ultimi due millenni. I più luccicanti. I più citati, necessariamente in quest'ordine e con espressione trasognante, dai numerosi esponenti dell'esistenzialismo smart (corrente di pensiero molto in voga nel circuito dei seminari motivazionali e in altri contesti altrettanto raziocinanti). Previsione: alcuni rimarranno unicamente affamati, altri unicamente folli. Ma sarà il prezzo da pagare affinché possa realizzarsi una società globalizzata prossima alla perfezione, quella dello Steve Jobs Act, in cui ciascuno venderà il proprio prodotto, avrà un proprio brand e potrà quotarsi in borsa.

L'umanità, semplificandosi per venirsi incontro, per non perdersi troppo in chiacchiere improduttive, saprà descriversi nella propria interezza servendosi quindi di tre categorie: affamati e basta, folli e basta, imprenditori (folli e affamati); solo questi ultimi però potranno contare su un uso figurato dei due ingredienti suggeriti dal fondatore-guru della Apple durante il celebre discorso di Stanford.

A ogni categoria sarà riservata, da contratto, una festività. Il primo maggio diventerà la festa degli imprenditori, con un concertone organizzato da imprenditori, con cantanti imprenditori e con un pubblico di soli imprenditori, tutt'al più, qualche folle infiltrato o qualche affamato pronto a redimersi sulla via di Briatore City. Le matematiche questurali, nell'esprimersi sulla partecipazione all'evento, cominceranno a sintonizzarsi sul principio di realtà, una realtà-impresa. Mentre, allo scopo di garantire all'interno del palinsesto una quota di minutaggio non imprenditoriale (per non scontentare eventuali infiltrati di serie b, umanamente di serie b), potrebbero persino sopravvivere i sindacati, magari occupandosi degli intermezzi e ufficializzando così quella funzione di mera associazione culturale che, de facto, già ricoprono da decenni. Una rivoluzione: la Camusso, Camus(so) per i compagni di lotta più avveduti, potrebbe finalmente sgravare il sindacato dal proprio agonico concepirsi, a causa di retaggi poco smart, come “corpo intermedio”. Niente più avviluppamenti in idealismi di facciata! E così via.

Ps: ovviamente, i testi dei cantanti-imprenditori che andranno a esibirsi saranno rigorosamente tematici (tecniche aggressive di vendita, start-up, derivati, offerte pubbliche d'acquisto, ecc.). Introspezione, disagio, denuncia, bellezza e altri sottoinsiemi dell'improduttività, saranno banditi.
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La strada intrapresa è sembrata quella giusta. Per l'edizione del 2018, infatti, non è stato neanche necessario richiamare dagli intermundia dell'antagonismo folk il consueto mucchietto di artisti (Teresa De Sio, i Bottari, Roy Paci et similia) con cui dare un tono all'ambiente e rassicurare la solerzia epatica criptogramsciana di certuni ipotizzabili astanti. Il rutto post-ideologico ha dettato legge, tra una Francesca Michelin, primatista indiscussa nelle colonne sonore dei trimestri palestrali passati, e un Lodovico Guenzi (Lo Stato Sociale), autocrate sornione delle colonne sonore dei trimestri palestrali presenti. Per non parlare di Sfera Ebbasta: scurrile, griffato e con due rolex, pur di schiaffeggiare a dovere i rossi (almeno per gli ermeneuti di “Libero”); un torrente di provocazioni dalla complessità neonatale (per i rossi piccati); un'operazione di restyling molto scaltra per avvicinare alla manifestazione i giovani d'oggi, forse più disillusi e più a corto di risorse simboliche (per i piccati dai rossi).

Malgrado ciò, una certa penuria di hashtag e un certo incremento di zapping. La solita corsa al commento in stile sanremese è venuta a mancare, il Guenzi conduttore ha stuzzicato meno le tastiere e più i telecomandi del Guenzi competitor. Non sarà che i tempi per la festa dell'imprenditore sono maturi?