Uno dei punti più belli di Benevento ridotto a slargo al servizio di feste paesane

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Lo sguardo che dalla prospettiva del Viale degli Atlantici affonda nello scorcio, tra i più suggestivi della città, che incapsula piazza IV Novembre con piazza Matteotti, tradisce perplessità alla vista del classico riammodernato e della memoria storica attualizzata in questo Natale 2017, secondo dell'era Mastella. Sulla necessità di abbellire, radunare, divertire, consumare si può essere o meno d'accordo: punti di vista, si può dire. Anche peggio, magari: avversione concettuale e ingiustificata. Necessità di mostrarsi critici a ogni costo.

E' insomma tollerabile tutto, nel nome laico del rapporto fra la politica che amministra e il mondo di un'informazione ritenuta troppo disallineata per principio.

Neppure è il caso di farsi facili lettori di pagine d'un tempo: con la vittoria alata che brandisce la spada inaugurata a Benevento, nel dicembre del '29, addirittura da un Re (e con tanto di non abbattuti fasci littori alla sua base: in questa città, si passò dal fascismo alla democrazia come da una qualunque settimana a un'altra) in un luogo sorto all'ombra di pietre che riportano ai Romani, ai Longobardi, ai Papi. E' la porta d'ingresso al centro storico dove si fa carne da macello del complesso monumentale di Santa Sofia.

E risuona già nelle orecchie l'accusa di disfattismo populista, se solo ci si diverte (diverte, poi...) a porre in relazione eventi e giorni: il 6 dicembre, mentre il Comune riceveva ulteriori notizie grame dai tribunali, sul destino del servizio di mensa scolastica per i bambini che, quest'anno, non è stato in grado nemmeno di far partire, la Giunta Mastella era impegnata a presentare ufficialmente il cartellone degli eventi natalizi, anche con forza incentrati sugli stessi bambini, per cui i circenses sostituiscono bellamente il panem; il 7 dicembre, Sant'Ambrogio, la Scala di Milano inaugura la stagione lirica con Andrea Chenier e qui – facendosi diversamente cultura - vengono accese palle e albero di Natale.

Fatta la tara a tutto ciò, resta – e francamente appare innegabile – il mini-luna park sotto il Castello: trenino, giostrina, ruotina panoramica... InCanto di Natale? Roba da programma civile della festa patronale o rionale piuttosto, una qualsiasi fra Sacro Cuore o Madonna delle Grazie peraltro in sedicesimo, visti lo spazio utilizzato e l'offerta proposta. Si riempirà di bambini? Ma date un intrattenimento ai bambini, qualunque esso sia, e valutatene l'effetto...

Non è il segnale di un successo, quindi, ma un processo d'inerzia.

Se a Salerno quest'anno c'è la Giant Wheel, la ruota panoramica prima al mondo con una altezza di 60 metri, sorella gemella della Roue de Paris montata in Place de la Concorde, a Benevento, che nella città di Vincenzo De Luca coglie evidentemente spunti di ispirazione (le luci d'artista, l'albero di Natale stilizzato) riducendoli a una dimensione più paesana, abbiamo questa ruota che offre la panoramica della base della Rocca dei Rettori e s'affaccia sulle vasche del Monumento ai Caduti. Tal che non è un'attrazione turistica come settanta chilometri più a sud, ma neppure – data la compressione degli spazi - il faro di un parco tutto dedicato ai giochi dei bimbi. Forse solo un attestato di medietà, con spiccata tendenza alla mediocrità. A essere buoni, siamo sotto Natale...