Presentato a Benevento il nucleo del "sovversivo" Sistema Abreu avviato in città da Selene Pedicini e Kinetès

- Cultura Spettacolo di Verdiana Perrotta

Riceviamo e pubblichiamo - Si è tenuto ieri nella Sala Convegni del Dipartimento DEMM, in piazza Arechi II a Benevento, il convegno dal titolo Il viaggio dell’Arte come strumento di organizzazione sociale e sviluppo umanistico, una straordinaria occasione di incontro e confronto promossa dallo Spin Off Unisannio Kinetès - Arte.Cultura.Ricerca.Impresa. S.r.l.

L’evento è stato pensato come presentazione del nucleo beneventano de El Sistema Abreu che Selene Pedicini ha avviato in città, all’interno del più ampio progetto “Artificio Neri – Polo urbano delle Arti”. La Pedicini, unica operatrice ufficiale a Benevento del modello venezuelano, è infatti la coordinatrice e responsabile di “Musicando. La musica come rinnovamento sociale.”, un’idea targata Kinetès, che ha trovato sistemazione proprio nelle tante azioni di riqualificazione di uno dei luoghi più significativi della storia educativa ed assistenziale della città: l’Istituto San Filippo Neri.
A introdurre i lavori, il rettore dell’Università del Sannio, Filippo De Rossi; a seguire, ha preso la parola la professoressa Rossella Del Prete, Presidente di Kinetès, che ha sottoposto all’attenzione dei presenti, e in particolare dell’appena sopraggiunto Sindaco, Clemente Mastella,una dettagliata presentazione dello Spin Off, dei progetti già realizzati e di quelli in fase di elaborazione, tutti nell’ottica dell’applicazione di competenze e professionalità al mondo della governance del patrimonio culturale e dell’arte e della cultura, che sia il più possibile consapevole e partecipata.

Con l’accorato e appassionato intervento di Dubal Alfredo Rivera Cordero, si è entrati nel vivo della questione. Dopo un interessante excursus della storia de El Sistema, e dopo aver chiarito che l’importanza del modello sta proprio nel fatto di non coinvolgere solo i ragazzi in prima persona, ma indirettamente anche le loro famiglie e l’intera comunità, Dubal ha poi portato la propria personale esperienza, essendo lui stesso uno degli importanti risultati prodotti dal modello venezuelano: proprio con El Sistema, infatti, si è avvicinato alla musica a soli 5 anni, a 17 era già uno dei collaboratori dei maestri e oggi è operatore attivo e ufficiale nei nuclei venezuelani, come di quelli italiani. Cordero, infine, ha toccato le emozioni dei presenti con una efficace proiezione nella quale proprio il maestro Abreu, fondatore e ispiratore di questo modello, ne precisava la valenza sociale, prima e oltre che artistica, e in cui emozionanti sono state non solo le scene dei giovanissimi musicisti da tutto il mondo che con passione e gioia eseguivano insieme il grande repertorio classico, ma anche i riferimenti a quanti, proprio grazie a El Sistema, ce l’abbiano fatta, uno su tutti Gustavo Dudamel, il più famoso e talentuoso direttore d’orchestra della sua generazione, il più giovane a condurre la Filarmonica di Vienna per il ben noto Concerto di Capodanno.

Una orgogliosa ed entusiasta Selene Pedicini quella che ha ripercorso la sua formazione di operatrice al Master della Scuola di Musica di Fiesole e che ha poi ricordato quanto sovversiva e fondamentale sia la struttura educativa de El Sistema, che ha modificato radicalmente il tradizionale metodo d’insegnamento della musica, privilegiando il canale esperienziale piuttosto che l’acquisizione preventiva di regole e nozioni, prescindendo dalla padronanza iniziale del “codice” a favore di un approccio più immediato ed intuitivo e attivando la molla motivazionale che è genesi e alimento della relazione con la musica, nel segno della conoscenza, della comunione, della condivisione.

Una condivisione di intenti, innanzitutto da parte di tutti i relatori, suggellata dalle ispiranti parole del Sovrintendente della Scuola di Musica di Fiesole, nonché Direttore de Il Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia, Lorenzo Cinatti. Questi ha sottolineato come proprio e soprattutto iniziative come queste siano forse le più indicate a creare un indotto economico per la città e a costruire occasioni di valorizzazione e promozione del territorio e quanto sia indispensabile che fin da bambini la famiglia offra un tipo di educazione all’arte e alla cultura che assicuri la continuità del pubblico di teatri e sale da concerto. El Sistema, in questo senso, oltre che uno strumento didattico costituisce uno stile di vita, improntato allo studio, alla dedizione, alla sensibilità, ma soprattutto alla condivisione, un’idea purtroppo ancora poco chiara agli attori della scena artistica e musicale beneventana, che - se lo sono chiesti in molti - non si sa come mai, hanno volutamente evitato il confronto con una realtà che sta cambiando radicalmente il metodo educativo delle nuove generazioni e che ha ottenuto il riconoscimento mondiale per lo sviluppo sociale attraverso la musica.