Sulla pagina Facebook dell'assessore comunale di Benevento Giorgione compare un post razzista e che insulta Renzi e la moglie. Mastella lo manda via dalla Giunta. Lui si giustifica: l'hanno pubblicato dei ragazzini non io - I commenti

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Gerardo Giorgione
Gerardo Giorgione

Il post razzista e insultante condiviso, e quindi diffuso, sulla pagina Facebook dell'assessore comunale beneventano di Forza Italia, Gerardo Giorgione, ha un contenuto così grave che il sindaco Clemente Mastella oggi l'ha estromesso dalla Giunta Comunale. Giorgione quel post l'ha poi rimosso, dando questa versione dei fatti: lui era andato a fare una corsa e aveva lasciato il suo telefono cellulare a casa. Degli amici del figlio, dei ragazzini, nel frattempo ospiti a casa sua, a sua insaputa quindi, di quel suo telefonino si sono impossessati provvisoriamente per condividere quel post sulla pagina fb di Gerardo Giorgione. Giorgione quindi ha disconosciuto la paternità della pubblicazione e derubricato a goliardata la diffusione di un post dal contenuto davvero infame. L'oramai ex assessore ha tenuto anche a precisare che lui non è razzista.

Ma cosa era scritto nel post condiviso su fb?
Innanzitutto cosa vie era rappresentato. Ci sono dieci ragazzi di colore in acqua che, in un imprecisato luogo di qualsiasi parte del mondo, in pieno giorno, si scattano una foto con un selfie-stick (o bastone per il selfie). C'è un'idiota battuta, come titolo dell'immagine, a sfondo evidentemente razzista che recita: Dobbiamo rifarla... ...è venuta scura.

Molto più gravi ed esplicite, però, sono le parole che accompagnano quella foto e la greve battuta, davvero agghiaccianti: Grazie a quel p. (omissis) di Renzi gli italiani senza lavoro e questa gente con i cellulari... portali a casa tua omissis, un altro triplice gravissimo insulto esteso anche alla moglie di Renzi cui è anche riservato un particolare riferimento sessista.

Insomma siamo al peggiore materiale ingiuriante e diffamatorio, contro le persone di colore e contro il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, nel quale ci si può imbattere su fb. E ovviamente da cui rimanere alla larga.

Saputa la cosa, il sindaco di Benevento Clemente Mastella, in vacanza in Grecia, evidentemente trascinato a sua volta a questi livelli da quel post, perché apparso sulla pagina fb di un assessore da lui nominato, altro non ha potuto fare che prenderne le distanze e revocargli le deleghe, mandando a casa Giorgione. Con questa sua dichiarazione: "Quel post è tremendamente offensivo, inaccettabile e inconcepibile. E' l'esatto opposto della mia politica, della mia storia, del mio pensiero e della linea dell'amministrazione che mi onoro di guidare. Non so come sono andate le cose ma, immediatamente, ho deciso di revocare la delega all'assessore Giorgione in attesa che si chiarisca questa incresciosa vicenda".

Come detto sopra, il forzista Giorgione nello spiegare l'accaduto ha tenuto ad allontanare da sé lo stigma di razzista che la pubblicazione di quel post comporta, dicendo anche di aver partecipato più volte in prima persona a missioni umanitarie. Si è scusato con tutti e ha rimesso la delega nelle mani del sindaco per chiarire anche in Consiglio Comunale la vicenda, prima ancora che Mastella quella delega gli ritirasse.

Gerardo Giorgione è stato già assessore nelle giunte di centrodestra a Benevento, in quota Forza Italia, prima dello scorso decennio a guida centrosinistra. A giugno scorso, è risultato il primo degli eletti berlusconiani al Consiglio Comunale di Benevento nella coalizione guidata da Mastella che, per tali sue preferenze conquistate, l'ha voluto premiare, nominandolo in Giunta come assessore all'Urbanistica.

Recentemente il suo nome è assurto agli onori della cronaca per la sua professione di avvocato: sta assistendo il suo collega di partito, pure eletto a giugno in Consiglio Comunale a Benevento, Giovanni Russo, indagato con un magistrato della Procura della Repubblica di Benevento, in un'inchiesta della Procura della Repubblica di Roma in cui Russo specificamente è indagato per interferenza in alcuni procedimenti giudiziari, e associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio.
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Fin qui il fatto nudo e crudo con la versione fornita da Giorgione. Ma al di là della sua eventuale responsabilità per l'accaduto e delle sedi dove potrà essere accertata, sul piano politico la derubricazione a mera goliardata della diffusione, in qualsiasi modo e da chiunque, fatta di quel post non è accettabile. Solo due parole, per ora, al riguardo.

A parte quanto scritto contro Renzi e sua moglie, parole ed epiteti particolarmente volgari e rozzi, e quindi ingiustificabili, ricordo (a me stesso, dato che Giorgione da avvocato sicuramente lo sa) che la Costituzione italiana condanna ogni forma di razzismo, e all’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. E per cittadini si intendono anche quelli stranieri che si trovano nel nostro Paese.

L’uguaglianza tra le persone è alla base di ogni società democratica la quale deve, quindi, provvedere attraverso le proprie istituzioni a prevenire e tutelare l’intera collettività da atti o comportamenti discriminatori. E tante sono le leggi italiane, comunitarie e internazionali emanate per contrastare il razzismo, con adeguate pene previste per chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, così come anche chiunque commette o istiga a commettere atti di violenza o di provocazione alla violenza per gli stessi motivi. Dunque, avvocato, lei potrà non essefe responsabile dell'accaduto, ma l'accaduto è gravissimo, altro che goliardata! Ed è opportuno che lo si ribadisca, mentre ci si scusa, e non che si provi a minimizzare, soprattutto se, come lei asserisce, sono stati dei ragazzini a pubblicare quelle cose.
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I commenti
Tra i primi commenti sulla vicenda, c'è da registrare quello di un ex forzista di Benevento, Luigi Barone, ora dirigente campano del Nuovo Centrodestra e membro della direzione nazionale del partito, che ha scritto: "Condividiamo pienamente la determinata presa di posizione del sindaco Mastella che ha deciso di revocare l'assessore Giorgione se fossero vere le frasi offensive su facebook nei confronti del premier Renzi e di sua moglie. Chi ricopre determinati incarichi deve avere senso delle istituzioni: se questo manca allora è giusto revocare l'incarico.
La politica, in questo momento particolarmente delicato, ha bisogno di un confronto franco, schietto e costruttivo e di un grande senso di responsabilità, soprattutto quando si parla di immigrazione. Le offese e gli insulti non fanno altro che esasperare in maniera controproducente gli animi e sono indegni delle istituzioni democratiche".
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Il coordinatore Ccttadino del PD di Benevento, Giovanni De Lorenzo, ha scritto:
"Apprendo dai giornali con stupore e sconcerto l'assurda vicenda riguardante un assessore dell'attuale Giunta Comunale. Nello sperare che l'apprezzabile presa di distanza annunciata a mezzo stampa dal Sindaco Mastella porti a conseguenze concrete e non solo di facciata, restano inaccettabili il volgare attacco al Presidente del Consiglio ed il contenuto discriminatorio del post in questione. La vicenda, seppure dovesse dimostrarsi essere una 'goliardata di un gruppo di ragazzini', dimostra in maniera preoccupante quanto ancora ci sia da lavorare non solo con le nuove generazioni per consentire una reale integrazione e per favorire il rispetto delle istituzioni e di tutti gli esseri umani, indipendentemente dalle distinzioni di sesso, razza ed opinioni politiche e religiose".
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I consiglieri comunali di Benevento, Marianna Farese e Nicola Sguera, hanno scritto: "La sconcertante vicenda del post razzista dell’assessore Gerardo Giorgione, che riporta, purtroppo, Benevento alla ribalta della cronaca nazionale trova la condanna senza se e senza ma del Movimento 5 Stelle di Benevento per i contenuti razzisti e offensivi, chiunque sia l’estensore materiale del post incriminato.

La vicenda illumina sulle enormi responsabilità della politica anche nella scelta degli strumenti comunicativi e dei linguaggi. La politica al tempo dei social richiede, probabilmente, nuove forme di alfabetizzazione e nuovi codici etici. Di fronte all'uso di un linguaggio tanto indegno, sul profilo Facebook, di un rappresentante delle istituzioni, appare più che logica una sua rimozione da parte del Sindaco.

Il M5S si augura che, se ciò fosse confermato, nella scelta del sostituito si operi secondo una logica che abbia a cuore il bene delle città e non gli interessi di partito o di correnti di partito, che hanno mostrato di avere il fiato cortissimo".