Maltempo nel Sannio: proseguono le reazioni di politica e società civile

- Cronaca IlVaglio.it

E' ancora fluente la quantità di reazioni alla disgraziata nottata che ha messo in ginocchio il Sannio. Il nubifragio ha smosso il mondo delle istituzioni, della politica, dell'associazionismo e, più in generale, della società civile, e in questo spazio diamo conto delle note giunte in redazione (disposte in ordine d'arrivo, dalla più recente a quella un po' più datata).

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Nunzia De Girolamo, deputato Forza Italia
“Benevento e molti altri comuni del Sannio sono in ginocchio: a causa dell’alluvione dell’altra notte, tante famiglie hanno perso tutto, moltissime imprese hanno subito danni incalcolabili. Sto andando personalmente sui luoghi disastrati e la situazione è veramente tragica. Non voglio che il silenzio cada sul mio Sannio, dove la gente è scesa per strada con dignità e volontà per spalare il fango. Con due emendamenti al decreto per le alluvioni di Parma e Piacenza ho richiesto al governo lo stato di emergenza, ma non basta.Nel 2002, per rispondere alle grandi calamità naturali ed esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite all'interno dell'UE, è stato istituito il Fondo di solidarietà dell’Unione Europea (FSUE).Il Fondo è stato creato a seguito delle gravi inondazioni che hanno devastato l'Europa centralenell'estate del 2002. Da allora è stato utilizzato ben 70 volte in 23 paesi, tra cui l’Italia, in risposta a diversi tipi di catastrofi, tra cuiinondazioni, incendi forestali, terremoti, tempeste e siccità.Chiedo quindi al governo, alla regione Campania e ai comuni coinvolti, di attivarsi immediatamente per verificare se ci sono le condizioni per avere accesso al fondo. La tragedia che ha colpito Benevento e il Sannio, a mio avviso, non è certo inferiore ad altre che hanno colpito altri Paesi e hanno ricevuto l’aiuto e la solidarietà europea”.

La Misericordia di Benevento
Dalle ore 06.50 di giovedi 15 ottobre la Misericordia di Benevento è impegnata in prima linea nella gestione dell’emergenza alluvione, coordinata dal COC – Centro Operativo Comunale, presieduto dal Comandante dei Vigili Urbani Colonnello Moschella. Sono 35 i Volontari della Misericordia cittadina a dare il loro contributo finalizzato soprattutto a liberare abitazioni e locali commerciali dalla notevole quantità di acqua e fango presenti e anche cantine e garage a cui si sono aggiunte altre 11 Misericordie della Regione Campania che, dotate di pompe idrovore di grande portata, hanno lavorato incessantemente per due giorni, liberando anche i due sottopassaggi a ridosso di via dei Longobardi. Impegno continuo e incessante nella zona di Ponticelli, via Campagna e nella vasta zona di contrada Pantano. E proprio in quest’’ultima zona cittadina che 43 Volontari delle Misericordie hanno spalato quintali di fango, ripulito abitazioni e cantine, e poi con l’arrivo di Bob-Cat anche strade. Nella giornata di domenica 18 ottobre i Boc-Cat hanno provveduto a ripulire la zona di Via Nuzzolo, riempiendo più volte i cassoni di raccolta. A queste attività tecnico logistiche, si sono aggiunte la consegna di pasti, farmaci e l’accompagnamento di persone che hanno preferito passare le notti presso abitazioni di parenti. Si è anche creata una significativa sinergia con la Caritas locale, diretta da Don Nicola De Blasio, che ha permesso di far pernottare alcune squadre di Volontari delle Misericordie più lontane, fornendo anche dei pasti caldi. In totale, i Confratelli delle Misericordie impegnate ancora oggi sono 68 e saranno operativi fino a cessate esigenze. La Misericordia di Benevento, è comunque disponibile ad aiutare chiunque avesse bisogno, e può essere contattata al numero di emergenza 333-866.44.67.

La Confcommercio di Benevento
A seguito degli eventi calamitosi che si sono abbattuti sulla nostra Provincia, ConfCommercio BENEVENTO si unisce a quanti ritengono ineludibile, da parte del Governo, la dichiarazione dello stato di calamità.A tale scopo invitiamo tutti i titolari di attività danneggiate o distrutte dalle concause del nubifragio di comprovare i danni con foto e/o filmati e di produrre analitico elenco dei beni e delle scorte andate distrutte e-o danneggiate.Per tutti gli operatori è attivo, da subito, sportello legale per la primaria assistenza.Tel 0824 312396

La Provincia di Benevento
E’ terminata alle ore 11.15 la riunione del Tavolo di crisi presso la Provincia di Benevento.Il Presidente Claudio Ricci, che ha presieduto la riunione con dirigenti, tecnici e funzionari del Settore Infrastrutture, ha potuto fare il punto della situazione di questi primi interventi curati dalla Provincia sul territorio dopo l’urgano della notte tra mercoledì e giovedì scorsi. Si è innanzitutto dato atto che i primi interventi sono stati finalizzati a far fronte all’emergenza venutasi a creare.
INFRASTRUTTURE STRADALI- Per quanto concerne le infrastrutture stradali, e cioè la rete di oltre 1.300 chilometri di estensione di proprietà della Provincia, sono stati disposti nelle ore immediatamente successive la fase acuta delle precipitazioni interventi finalizzati a garantire almeno il transito su una sola carreggiata. Sono state dunque mobilitate 20 diverse squadre di manutenzione da parte di Ditte private appositamente convenzionate con l’Ente. Le operazioni di sgombro di fango, pietrisco e detriti vari accumulatisi sulle strade hanno riguardato circa 700 chilometri, cioè all’incirca il 60% dell’intera rete. Per tali strade è stato possibile consentire nuovamente il transito sia pure tra restringimenti e limitazioni varie. Questo tuttavia non significa che nei prossimi giorni non verrà valutata, arteria per arteria, la condizione strutturale complessiva. Sui 700 chilometri circa di arterie maggiormente colpite dalle eccezionali precipitazioni, si è dovuto prendere atto che in 5 diversi punti la strada provinciale è letteralmente sparita, risucchiata via dalla furia degli elementi naturali. Tale drammatica situazione si è verificata nell’area del Fortore, del Tammaro, della Vallata del Vitulanese, in quella Telesina e nel comprensorio dell’Ufita. Per queste gravissime emergenze, che aggiungono pesanti disagi alla popolazione di numerosi centri, peraltro già duramente provata da quanto accaduto, si sta valutando in questo momento l’entità del danno patito dal patrimonio stradale e contestualmente anche il costo del ripristino dell’arteria. In ogni caso tecnici e funzionari della Provincia stanno effettuando sopralluoghi in queste ore con le squadre della Protezione Civile regionale e/o con quelle dell’Esercito Italiano per avere una esatta fotografia dei danni. Anche il Presidente Ricci è impegnato in sopralluoghi nelle aree più colpite. Secondo le sue direttive, si stanno comunque predisponendo già i progetti per il ripristino delle condizioni minime di percorribilità e garantire il diritto alla mobilità per quanto possibile in quelle arterie e/o in quei punti che risultano meno gravemente colpiti.
EDILIZIA SCOLASTICA -Per quanto concerne il patrimonio edilizio della Provincia adibito alle Scuole della Secondaria Superiore, si è preso atto che, a seguito dei riscontri effettuati, risultano interessati dai fenomeni calamitosi l’Istituto “Rampone” e la Succursale del “Guacci” che peraltro insistono in via Scafa del capoluogo, uno dei punti maggiormente colpiti dalla piena del Fiume Calore. Sono stati peraltro già ordinati i lavori di ripristino che si prevedono possano concludersi nei prossimi 4 giorni per la Succursale e per i prossimi 10 per il “Rampone”.
MANUTENZIONE AREE BOSCHIVE E ASTE FLUVIALI- E’ stata predisposta una diversa dislocazione sul territorio delle squadre degli operai forestali alla dipendenza della Provincia per coadiuvare le altre Istituzioni e i Volontari nell’opera di ritorno alla normalità. Particolare attenzione sarà dedicata alla manutenzione nell’area del Fiume Ufita ed in quella del Fiume Sabato.

Don Raffaele Pettenuzzo, parroco di Paupisi
Nella notte tra il mercoledì e il giovedì, quando la natura si è ribellata violentemente contro Paupisi e Santo Stefano, rovesciandosi sulle nostre case, sui vigneti e gli uliveti, sulle nostre strade e sino dentro le nostre camere, penetrando nelle cantine e nelle cucine: torrenti di acqua, precipitare di massi, di fango, di pietre, di querce secolari sradicate, trascinando con sé anni di fatica e di sacrifici; quando, dunque, quella notte la disperazione, provocata da una sciagura naturale, ha all’improvviso bussato senza alcuna pietà alla porta dei nostri cuori, per toglierci persino la speranza nella vita … Tuttavia, quella stessa mattina, dopo una lunga notte di paura e di angoscia, dalla nostra Parrocchia si è udito inaspettato e inatteso il richiamo e l’estremo appello dei nostri ragazzi, che sentendosi liberi e perciò forti, riunendosi sotto il vessillo “aiutiamo Paupisi”, sono partiti per aiutare, per sostenere, per faticare con la gente attonita e sgomenta, avendo un’unica certezza: lo spirito di amore, il quale è stato più forte di ogni spirito di morte che ci voleva prostrati e terrorizzati.Quanti uomini, invece, in questo momento in Italia e qui nel nostro Sannio, non si danno alcuna pena, né si scoraggiano minimamente nel riconoscersi pusillanimi e tornano ad acquietarsi ogni qual volta c’è un fatto grave di calamità o di distruzione causata dalla natura. Essi sono in uno stato di epicureismo spirituale o, se vogliamo, di vizio spirituale, e cioè, vivono in uno stato di quiete – di modo che nulla disturbi il loro piacere di stare fermi di fronte al disordine e al caos di un disastro naturale come quello che è accaduto qui da noi. Per tali uomini, la loro più concreta felicità è il quietismo politico che non è niente altro che lo stato di passività totale fino all’annullamento della volontà di fare un qualcosa di buono. Loro, questi pusillanimi, hanno un sicuro principio da custodire, per la loro pace: “Taci con quiete e persevera nel far nulla nei confronti di chi si trova a lottare contro il fango e le pietre”. Tale tipo di uomo è pago di un quietismo che non gli fa commettere né il bene né il male, di un quietismo che fa di lui uno che pare vivo ma è morto, e con il suo essere tale provoca la morte e il languore di molti altri che gli vivono accanto.Ma il Maestro Gesù non ci ha forse detto: “I vostri fianchi siano cinti ed accese nelle vostre mani le lucerne” (Lc 12, 35). Dunque, non disse riposatevi, dormite, perché oramai voi siete stati prescelti e siete a posto. Per questa ragione – in quel mattino più che mai, qui da noi – i nostri giovani, del paese e dei dintorni, hanno dimostrato e dimostrano tanta generosità, incuranti dei pericoli e colmi dello spirito vivo di Gesù, rispondendo al meraviglioso appello “aiutiamo Paupisi”: sono partiti, suddividendosi in gruppi di quattro o cinque; “per aiutare, per soccorrere, per offrire solidarietà”, dunque, nei confronti di chi tra l’una e le due del mattino, sentendo un rombo infernale scatenarsi da sopra la montagna e venire su di loro ha dovuto scappare dal proprio letto e dalla propria casa, così come erano, ritrovandosi nel giro di pochi attimi con soltanto quello che avevano addosso, perché la furia di una natura ribelle aveva loro rubato tutto, senza pietà!Attorno a quello Stendardo “aiutiamo Paupisi”, si sono allora stretti i nostri ragazzi, non consumati dal tarlo di uno sterile scetticismo: ragazzi vivi, forti, ragazzi di fede e di opere, di dolore e di amore; ragazzi decisi ad affermare la loro presenza, seppure nel caos causato dalla natura, di un ordine ideale dello Spirito, che sfugga alla contingenza della materia bruta e della cieca distruzione; ragazzi fedeli al Vangelo di Gesù, i quali rispondendo all’appello, a un estremo richiamo, hanno riempito il cuore e l’anima della nostra gente, facendo loro risentire la vicinanza di Dio, di un Dio che è Padre e che non li ha abbandonati.

Gabriele Di Marzo, coordinatore provinciale vicario di Forza Italia Giovani
Il grave nubifragio che ha colpito in questi giorni il nostro Sannio non ha risparmiato nemmeno San Lorenzo Maggiore e Paupisi. Chiede interventi immediati il coordinatore provinciale vicario di Forza Italia Giovani, nonché coordinatore di San Lorenzo Maggiore, Gabriele Di Marzo. "Nella parte alta di San Lorenzo Maggiore, non si rilevano danni evidenti, cosa che invece non si può dire di contrada Piana che ha subito evidenti danni dovuti all'esondamento del fiume Calore. Molti amici e abitanti della zona hanno perso quasi tutto: automobili e mezzi agricoli in particolare. Si sono visti entrare oltre un metro e mezzo di acqua nelle abitazioni nel giro di cinque minuti. Una cosa impressionante che fortunatamente non ha fatto riportare danni a persone. Anche i tanti terreni agricoli, soprattutto vigneti ed uliveti presenti nella zona, sono andati completamente distrutti. Non ne resta nulla ormai, l'unica cosa da fare è ripartire da zero. In un settore che in questi anni ha vissuto periodi non certo facili, una calamita' del genere è un danno che lascia poche vie di uscita.A Paupisi la situazione è ancora più drammatica: qui infatti i danni sono ingenti e ad esempio le strade non esistono praticamente più nelle contrade di San Pietro di Paupisi e Santo Stefano di Vitulano. Attività commerciali rase al suolo con intere famiglie evacuate che non potranno tornare nelle proprie abitazioni per diverso tempo. Gente che per anni ha investito tutto nella propria attività, oggi si ritrova con un cumulo di detriti e fango. Non capisco cosa si aspetti a mandare l'Esercito. La gente ha bisogno di aiuto immediatamente. Anche se è scattata la solidarietà tra parenti ed amici anche provenienti da altri paesi del Sannio, la presenza dello Stato al momento è veramente debole. Non esistono zone di serie A e zone di serie B. Capisco che l'emergenza è totale e che una situazione del genere mai si era verificata prima, ma la gente chiede aiuto in tempi rapidi. Inoltre sia concesso subito lo stato di calamità naturale e si proceda nei prossimi giorni ad una conta dettagliata dei danni che il nubifragio ha provocato".

Associazione Sannitamania
Sarà attivo anche per l’intera giornata di domenica 18 ottobre, presso il Mercatino delle Streghe di Benevento, in via Traiano, dinanzi l'ingresso dell'ex Palazzo del Reduce, il punto raccolta fondi a cura della Caritas di Benevento e destinato alle famiglie colpite dall’alluvione che ha interessato Benevento nei giorni scorsi.Tale iniziativa – considerata anche la grossa partecipazione di pubblico - sarà ripetuta anche in occasione della 'Notte delle streghe', la notte bianca di Benevento in programma il prossimo 31 ottobre.L’obiettivo è sempre quello di dare concretezza alla campagna lanciata dalla Caritas Diocesana di Benevento, ovvero “Doniamo per la ricostruzione”.

Il consiglio generale del Consorzio Asi
Convocazione straordinaria del Consiglio Generale Asi per le ulteriori iniziative da assumere in ragione dell’emergenza creatasi a seguito del nubifragio del 15 ottobre ultimo scorso. Erano presenti, oltre al Presidente Perifano, i Consiglieri Nardone Giorgio, Lucarelli Stanislao, Bosco Fioravante, De Vizio Nicola, Canfora Gerardo, Supino Biagio, Boscarelli Alfonso, Catauro Ignazio, Cangiano Marco, Rummo Cosimo, Barone Luigi, il Presidente dei Revisori Trusio Alessandro.Il presidente del Consorzio Asi, Luigi Diego Perifano, ha relazionato sui contatti stabiliti subito dopo l’evento alluvionale con il Ministero delle Infrastrutture, l’Assessorato Regionale alle AA.PP. e il Comune di Benevento, nonché sui vari incontri avutisi in Prefettura per il coordinamento dei primi interventi di soccorso in Area Industriale.I lavori del Consiglio Generale sono quindi stati sospesi per consentire ai tecnici della Protezione Civile di eseguire i necessari sopralluoghi presso le aziende più gravemente danneggiate.Il dott. Italo Giulivo, Direttore Regionale della Protezione Civile, l’ing. Sergio Sabato, Funzionario del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e il dott. Luigi Cimmino, in rappresentanza del Presidente della Giunta Regionale, accompagnati dagli amministratori e dai tecnici del Consorzio Asi, si sono portati presso gli impianti delle ditte, Agrisemi Minicozzi, Metalplex e Rummo, constatando la vastità e la gravità dei danni provocati dal nubifragio, tali da non consentire, al momento, la previsione di una immediata ripresa delle attività produttive.I tecnici della Protezione Civile hanno altresì verificato gli ulteriori danni subiti dalla rete delle infrastrutture consortili, per il cui ripristino funzionale occorrono interventi di somma urgenza.Al termine dei sopralluoghi il Presidente del Consorzio Asi, Luigi Diego Perifano, ha rimarcato le enormi difficoltà che si presentano per la normalizzazione della situazione in Area Industriale, evidenziando la necessità di tempestivi interventi del Governo Regionale e Nazionale sulla base della immediata dichiarazione dello stato di emergenza per l’intera Provincia Sannita e dell’attivazione delle connesse procedure speciali di legge.Gli uffici consortili hanno inoltrato a tutte le aziende una richiesta urgente per la ricognizione dei danni riportati dagli impianti industriali ai fini della relativa trasmissione alle autorità di Protezione Civile.

Rotary e Rotaract Club Benevento
Il Rotary e il Rotaract Club di Benevento lanciano una nuova sfida con il progetto ‘ADOTTIAMO UNA SCUOLA’ contro i disastri prodotti dall’alluvione in città.I club service di Benevento, dopo aver partecipato con i propri soci alle attività di pulizia del fango dai luoghi pubblici, sostenuto i volontari con acquisto di attrezzature utili, aver donato beni alimentari alla CRI e indumenti di prima necessità alla Caritas, passano all’azione con una raccolta fondi per permettere di riportare, il prima possibile alla normalità, una delle comunità scolastiche più danneggiate della città, l’Istituto Comprensivo Moscati. Il Rotary e il Rotaract cercheranno, attraverso il progetto ‘ADOTTIAMO UNA SCUOLA’, di ripristinare le attrezzature formative restituendo gli spazi educativi agli allievi del Moscati. Le coordinate per effettuare un bonifico bancario sul seguente conto corrente:
A favore: ROTARY CLUB BENEVENTO; C/C IBAN: IT88S0530815001000000010625;Causale: ‘ADOTTIAMO UNA SCUOLA'.
La raccolta e la destinazione dei fondi sarà effettuata con il massimo livello di dettaglio e la massima trasparenza.

Nunzia De Girolamo, deputato FI
"In considerazione delle drammatiche criticità derivanti dal nubifragio che ha investito molti comuni della nostra Provincia, ho inteso intraprendere, con doverosa celerità, iniziative parlamentari. ‎Ho infatti gia' presentato due emendamenti al Decreto Legge n. 154 del 2015, meglio conosciuto come "Decreto per le alluvioni di Parma e Piacenza" con cui oltre a richiedere lo "Stato di Emergenza Nazionale" ho chiesto di applicare ‎la deroga al Patto di Stabilità entro la fine del 2015 per tutti i residui esistenti nel fondo apposito, che, purtroppo, ammontano a soli 2 milioni di euro e che andrebbero in ogni caso spesi entro fine anno e successivi 15 milioni da destinare ai territori colpiti".E' questo l'incipit della lettera che l'on. Nunzia De Girolamo‎ ha inviato a tutti i sindaci della provincia di Benevento colpita dal maltempo.‎"Con l'altro emendamento - spiega De Girolamo ai sindaci - ho chiesto di sospendere il pagamento dei tributi, come già successo in Abruzzo ed Emilia Romagna"."Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, On.le De Vincenti - annuncia la deputata beneventana di FI nella lettera - si e' fatto garante del fatto che la Protezione Civile fara' quanto prima i sopralluoghi per poter decretare lo 'Stato di Emergenza'. ‎A tal proposito - prosegue De Girolamo - ho proposto ai diversi attori istituzionali, la convocazione di un tavolo di concertazione, al fine di valutare, con la vostra fondamentale sinergia, altre strategie utili alla causa. S‎erve l'aiuto di tutti e la massima collaborazione istituzionale, ad iniziare dalle presenze di governo esistenti sul nostro territorio".L'On. Nunzia De Girolamo, si recherà personalmente presso i comuni investiti dal nubifragio, verificando altri ed ulteriori necessità da segnalare agli organismi competenti. Inizierà dalla città di Benevento e seguirà negli altri territori".

Erasmo Mortaruolo, consigliere regionale del Pd
Il consigliere regionale Erasmo Mortaruolo sta effettuando dei sopralluoghi in tutta la provincia di Benevento insieme al Genio Civile, ai tecnici della Provincia e del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’individuazione degli interventi urgenti e prioritari a favore delle popolazioni coinvolte nell’eccezionale evento calamitoso.La ricognizione è infatti finalizzata ad accertare le situazioni di maggiore criticità verificatesi a seguito dell'alluvione, in modo da poter predisporre, in questa fase ancora emergenziale, interventi atti ad addivenire ad una rapida soluzione delle problematiche e dei disagi che stanno vivendo le comunità colpite in modo disastroso dalla calamità naturale che si è abbattuta sul Sannio.

Lucio Lonardo, presidente del CdA di Asia Benevento
Nella giornata di domenica 18 ottobre l'ASIA, pur senza sede operativa e con i mezzi rimasti a disposizione, assicurerà, oltre ai consueti servizi, anche il ritiro delle suppellittili danneggiate e ingombranti depositati al di fuori delle abitazioni alluvionate, dall'alba fino a che ci sarà luce utile alle attività di prelievo. Qualora si dovessero reperire dispostivi fotoelettrici ci si attrezzerà anche al servizio notturno, nei prossimi giorni, per accellerare i tempi per un pronto ritorno alle normali condizioni ambientali. Lì dove ci sono le maggiori quantità di ingombranti, si provvederà al posizionamento di cassoni, fino ad esaurimento scorte, per favorire il nostro e l'altrui conferimento.

Buonalbergo, raccolta fondi per gli alluvionati
Domenica 18 ottobre, dalle ore 9 alle 13, i volontari del gruppo “Buonalbergo per Telethon”, in collaborazione con la Parrocchia San Nicola di Bari saranno in Piazza Garibaldi per una raccolta fondi a sostegno delle popolazioni sannite colpite dall’alluvione lo scorso 15 ottobre. L’iniziativa è a sostegno della raccolta fondi lanciata dalla Caritas Diocesana di Benevento.

Il MoVimento Cinquestelle di Benevento
Abbiamo ancora il cuore listato a lutto per le vittime, per le devastazioni e la tragedia che ha colpito beneventani e sanniti. La solidarietà spontanea della popolazione ci ha commosso, da cittadini prima che da attivisti politici. Centinaia di persone - tanti giovani e giovanissimi - sono scese in strada per contribuire a lenire la ferita inferta alla nostra città. Hanno lavorato gomito a gomito con i Vigili del fuoco, la Protezione civile, l’Esercito. Hanno donato beni di prima necessità per le famiglie più danneggiate e attivato raccolte di fondi per la ricostruzione. Benevento non ha lasciato spazio allo sconforto, all’angoscia. Benevento ha reagito facendo leva sullo spirito comunitario, dimostrando che quello spirito è in grado di salvarla e rimetterla in piedi.Il livello delle acque dei fiumi è sceso, così come quello delle polemiche. Noi siamo rimasti in silenzio, non perché non avessimo bisogno di porre domande, di capire e di sapere. Ma molti di noi, a titolo individuale, erano tra i volontari. «È ora di spalare, non di parlare», ammoniva severamente, e a ragion veduta, qualcuno. Ora che, piano piano, ci avviamo a recuperare la normalità, inevitabilmente, arriva, per una forza politica, il momento della riflessione. È vero. In meno di nove ore sono caduti 165 mm di pioggia: nessun territorio avrebbe superato la notte indenne. Ma è pure vero che, per dirla con la scrittrice Emilia Bersabea Cirillo, «non si può costruire dappertutto, nell’alveo del fiume, sulle sciorte, nei pantani, sulle sponde dei laghi, nei declivi dei colli, non si può erigere sulle terre fragili, sulle alture di argilla, nelle valli alluvionali». Un simile approccio di sviluppo è frutto del passato, di un’idea sbagliata di crescita, che coincide con il consumo indiscriminato di territorio e l’incuria per la natura. È un principio generale che ha consentito che si facesse scempio del nostro territorio. La riflessione, però, ha carattere generale e consente di addurre attenuanti e alleggerire il peso delle responsabilità di chi il territorio lo ha amministrato e ha preso decisioni. I fiumi Calore e Sabato hanno manifestato ripetutamente la loro insofferenza per l’incuria e per i tentativi maldestri di chi ha provato ad addomesticarli. Nel 2010, nel 2013, nel 2015 piogge martellanti, seppure previste, hanno creato danni enormi alle popolazioni e agli operatori economici. Le soluzioni adottate da chi si era impegnato a mettere in campo azioni, perché «simili tragedie non devono ripetersi», sono state fallimentari, poco efficaci, oltre che costosissime (per fare un esempio, lo scolmatore di Via Napoli).Il MoVimento Cinquestelle lo aveva denunciato, a gennaio. Scrivevamo, infatti, che «la logica di appaltare a ogni costo ha reso tutti più distratti perché l'importante è aprire comunque i cantieri: che siano sponde fluviali, marciapiedi o fontane poco importa. Stavolta, però i “soliti (ig)noti” si sono spinti oltre e hanno sfidato la natura, meno propensa a perdonare, e il fiume, che, come sempre da mille anni, continua a fare il suo corso senza preoccuparsi di cose umane, troppo umane: cantieri, fondi e appalti».
Dunque, è arrivato il momento di porre una serie di domande al Sindaco e ai suoi collaboratori più stretti.
1) Il bollettino meteo della Protezione civile, datato 14 ottobre, informa le autorità che i fenomeni piovosi «potrebbero determinare scenari di rischio sul territorio regionale in tutte le zone di allerta». La nota, in particolare, invita gli enti e i sindaci, per quanto di loro competenza e responsabilità in materia di protezione civile, «a disporre la vigilanza sul territorio di propria pertinenza per verificare il regolare funzionamento del reticolo idrografico e dei sistemi di raccolta e allontanamento delle acque piovane»; a disporre «il controllo [...] delle aree alluvionali». Inoltre, avverte «di prestare attenzione alle zone depresse del proprio territorio, ai sottopassi stradali, ai luoghi e alla rete stradale prossimi a impluvi, canali e corsi d’acqua soggetti ad allagamenti, provvedendo, a ragion veduta, la chiusura al transito veicolare, individuando eventuali percorsi alternativi». Infine, la Protezione civile invita le autorità «a informare la cittadinanza residente nelle zone a rischio allagamenti sulle norme comportamentali ai fini dell’autotutela e per la messa in sicurezza dei beni esposti». Il sindaco Pepe ha agito in questa direzione?
2) Il sindaco Pepe ha raccontato di essere stato svegliato nel cuore della notte dai cittadini di alcune località già flagellate dalla pioggia. Non abbiamo alcun motivo di dubitare che, dalle 2.00 di notte, sia stato in giro per la città a verificare di persona la situazione. Ma ci è difficile comprendere come sia possibile che, nonostante gli allarmi lanciati attraverso i social network, non ci sia stata nessuna comunicazione da parte sua. Eppure, sarebbe bastato un sms o un post, che si sarebbe diffuso viralmente. Il Sindaco di Vitulano, ad esempio, alle 4,30 circa ha comunicato via Facebook la chiusura delle scuole e ha avvisato la cittadinanza dell’emergenza in atto. A Benevento, invece, l’ordinanza sindacale di chiusura delle scuole è stata diffusa solo alle 7.50, quando ormai il personale ATA e moltissimi studenti, soprattutto dei paesi limitrofi, erano già a scuola. Possibile che, nell’arco sei ore, dalle 2.00 e alle 8.00. il Sindaco non si sia reso conto dell’entità del fenomeno e non sia riuscito ad assumere un provvedimento a tutela dei cittadini?
3) Lo scolmatore di via Napoli è costato circa mezzo milione di euro. La sua efficacia è stata proporzionale alle cifre spese? O si è rivelato essere un palliativo? A chi va imputata la responsabilità del fallimentare intervento?
4) Tombini e pozzetti non hanno funzionato perché erano occlusi?L’amministrazione ha assolto all’obbligo dell’ordinaria manutenzione della pulizia delle strade della città e delle contrade?
5) Contrada Pantano è stata completamente allagata. Non sarà il caso di rileggere il documento, datato 6 marzo 2013, di Altrabenevento che diffidava il Comune di Benevento dal realizzare, in quei luoghi, il depuratore cittadino, poiché la «localizzazione è vietata, pericolosa e dannosa». Il sindaco Pepe lascerà questa mela avvelenata (letteralmente) in eredità alla prossima amministrazione, solo per onorare il mantra della sua sindacatura, «l’importante è costruire»?Chiudiamo con una considerazione volutamente polemica. Dopo il terremoto de L’Aquila si scoprì che qualcuno aveva riso e gioito per quel disastro, ben felice di prendere parte alla ricostruzione e di ricevere lauti appalti. La giornalista canadese Naomi Klein ha definito questo meccanismo “Shock economy”: il disastro accidentale viene massimizzato nei suoi effetti per rendere possibile una successiva ricostruzione il cui beneficio sarà molto selettivo. Insomma, bisognerà vigilare per verificare se e chi trarrà beneficio da un disastro annunziato. L’amministrazione Pepe non poteva chiudere peggio la sua parabola. Sicuramente il nome del Sindaco resterà imperituro nei libri di storia locale, associato alla peggiore catastrofe dopo il terremoto del 1980 che abbia colpito il Sannio, i suoi cittadini, la sua economia. I posteri daranno un giudizio complessivo. Noi ci accontenteremmo di avere risposte esaustive alle nostre cinque domande.

L'arcivescovo di Benevento Andrea Mugione
L’Arcivescovo di Benevento mons. Andrea Mugione farà visita presso il centro accoglienza per famiglie sfollate sito presso la “Cittadella della Carità – Evangelii Gaudium” in via San Pasquale. A comunicarlo in direttore della Caritas Diocesana di Benevento don Nicola De Blasio.

La Caritas Diocesana
Fin da subito l’alluvione che ha colpito il Sannio, la macchina della solidarietà ha preso il via: dall’apertura del Centro di Accoglienza per le famiglie sfollate in Via San Pasquale per poi organizzarsi per spalare il fango dalle strade. In poche ore la solidarietà da parte della popolazione sannita è stata grandissima, non solo donando vestiario e generi alimentari. Studenti, operatori sociali, migranti, sportivi, tifosi sono scesi in mezzo la strada per pulire la loro città.Ora il tempo della conta dei danni sta per iniziare. Abbiamo formato squadre che stanno andando famiglia per famiglia a censire i danni e ad ascoltare le necessità dei nostri fratelli. Numerose famiglie, numerose aziende hanno perso tutto in pochi minuti. Ora non occorre donare vestiario o cibo ma occorre sostenere la fase più lunga: la ricostruzione per il ritorno alla vita normale delle famiglie alluvionate.Immaginate alle famiglie colpite da un lutto, tutti la mattina portano il “Cuonsolo” e la roba che arriva è tantissima che a volte va buttata, ma dopo una settimana dal funerale nessuno più si ricorda del dolore di quella famiglia che viene lasciata e a se stessa. Noi non vogliamo che questo succeda nel post alluvione. La Chiesa Beneventana, attraverso la Caritas, non lascerà soli questi nostri fratelli. Per questa ragione la Caritas Diocesana di Benevento ha istituito un fondo straordinario per l’emergenza alluvione nel Sannio. Per donazioni bisogna rivolgersi a Don Sergio Rossetti chiamando al numero 0824-23148, presso la “Cittadella della Carità – Evangelii Gaudium” sito in Benevento presso Via San Pasquale n.11. Di seguito anche le coordinate bancarie in cui potranno effettuare il versamento sono le seguenti:CARITAS DIOCESANA DI BENEVENTOC/C BANCA POPOLARE ETICA IT03A0501803400000000160288CAUSALE: EMERGENZA ALLUVIONE PROVINCIA DI BENEVENTO

“Benevento Libera”, “Imprese che Resistono”, CISAL, Centro Democratico
Le Associazioni “Benevento Libera” ed “Imprese che Resistono”, il Sindacato CISAL, nonché il Centro Democratico, per dare un segnale concreto di vicinanza ai cittadini colpiti dal grave evento alluvionale che ha interessato Benevento ed il Sannio apriranno in settimana un conto corrente bancario dove chiunque potrà manifestare fattivamente la sua solidarietà ai colpiti dalla calamità. Purtroppo come si suol dire a Benevento “n'copp o cuotto l'acqua volluta” ed è un dramma per la città desertificata, dal punto di vista istituzionale, ed in perenne crisi economica e sociale. I fiumi possono essere una risorsa ma se non manutenuti adeguatamente, e lasciati al loro destino, diventano un problema, e come nel nostro caso, dei veri e propri killer ambientali. C'è necessità, allo stato, di un piano straordinario regionale di risanamento dei nostri due fiumi, il Sabato ed il Calore con i loro affluenti, e di interventi mirati a sostegno delle imprese in ginocchio. Confidiamo nella dinamicità del Presidente De Luca a cui rivolgiamo un accorato appello per sostenere la battaglia di rinascita del Sannio ponendo da subito, all'ordine del giorno della Giunta Regionale, la questione “alluvione” nel Sannio anche per i tanti lavoratori che rischiano di perdere il loro posto di lavoro per tali eventi. Siamo convinti della risposta positiva dei Sanniti che, come sempre, faranno la loro parte: un piccolo versamento per aderire a questa campagna di solidarietà.

Rito Martignetti, presidente dell'Associazione Isidea
La superficie nazionale interessata da rischi legati ad alluvioni e frane è pari ad oltre 21.000 chilometri, con l’82% dei comuni a rischio. Ma tutto continua ad essere affrontato nell'ottica dell'emergenza, che entra in ballo quando i disastri sono già avvenuti.I lutti e le distruzioni di questi giorni ci obbligano, senza più rinvii, a passare dalla cultura del ripristino a quella della prevenzione.La tutela del territorio non deve essere vista come un costo, anche perché, ora lo sappiamo bene, dovrà servire in futuro a salvare vite umane, che non hanno prezzo.In 30 anni sono stati spesi in Italia oltre 100 miliardi per le emergenze, quando ne bastavano 45 per mettere in sicurezza il territorio.Nel 1929 il presidente F.D. Roosevelt trasformò la cura del territorio in volano per l’economia, investendo sul sistema idrogeologico e occupando, così, centinaia di migliaia di persone! In attesa di una normativa efficacemente organica e severa, si potrebbe colmare l’attuale vuoto di governo del territorio:
1. con l’immediato “stop al consumo del territorio” da applicare a tutti i nuovi piani urbanistici;
2. con la sospensione dei finanziamenti a quegli enti che non aggiornino i propri strumenti urbanistici e, in particolare, non predispongano i Piani di protezione ed educazione civile;
3. con l’obbligo di enti e unioni di comuni di avvalersi del contributo del “geologo condotto” (o “di zona”).La carenza dei geologi nella pubblica amministrazione penalizza la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti.
In Italia vi sono meno di trenta geologi ogni 100.000 abitanti, mentre in Olanda, per esempio, sono quasi il doppio. ISIDEA rilancia il suo appello del 2011 ad una prevenzione costante sul fronte del dissesto idrogeologico, realizzata attraverso l’opera del geologo condotto, a modello della vecchia figura del medico condotto.Di recente, la figura del geologo condotto è finalmente emersa con forza: “Sono favorevole al geologo di zona, che abbia la capacità di assumersi delle responsabilità; un geologo sempre aggiornato che sappia fare modelli idrogeologici e tracciare scenari. Così, a seconda della gravità, i sindaci avrebbero la possibilità di fare evacuare i cittadini e preservare vite umane”, affermava nel 2013 Gian Vito Graziano, presidente di quel Consiglio Nazionale dei Geologi che, nel settembre 2014, ha esplicitamente rimarcato la necessità di creare il “geologo condotto, quale presidio pubblico per monitoraggi costanti”.Non servono commenti ai dati raccolti dal CNG: fra il 1960 e il 2012, tutte le Regioni italiane hanno subito eventi fatali: 541 inondazioni in 451 località di 388 Comuni, che hanno causato 1.760 vittime (762 morti, 67 dispersi, 931 feriti), e 812 frane in 747 località di 536 Comuni con 5.368 vittime (3.413 morti compresi i 1.917 dell’evento del Vajont del 1963, 14 dispersi, 1.941 feriti).Secondo dati del Ministero dell’Ambiente, le persone esposte ad un elevato rischio idrogeologico sono almeno 6 milioni. L’introduzione del geologo di zona è previsto anche da un disegno di legge, colpevolmente fermo ormai da più di un anno alla Camera, la quale ama “correre” solo su altri fronti.

Il Comune di Guardia Sanframondi
Sono passate poco più di 24 ore dal terribile alluvione che ha interessato Benevento e la sua provincia.A Guardia Sanframondi, si stimano i danni provocati dall’acqua e dal fango.Ben sette le famiglie evacuate, a cui il Comune ha offerto vitto alloggio nelle more dell’emergenza, e 12 le abitazioni che hanno subìto danni.Le strade provinciali e comunali risultano danneggiate al 50 per cento: in particolare, la SP ex SS87, la SP 88, la SP Marraioli e la SP Palazzese sono state parzialmente chiuse al traffico, mentre risulta del tutto ostruito il ponte sul torrente Senete, che collega il territorio di Guardia Sanframondi a quello di Cerreto Sannita.Numerose le strade comunali, perlopiù rurali, ancora impraticabili, quali Forma, Sant’Anna, Cavarena, Starze, Cassaniello, Formicola, Notarangelo-Acquefredde, Palombaia e Rio Monaci.Ottocentosettanta gli ettari di vigneto sepolti da circa tre metri d’acqua, i quali, defluendo, hanno lasciato quaranta centimetri di fango, rendendo del tutto impossibile la prosecuzione della vendemmia, in specie dell’aglianico.Il tutto aggravato dalla persistente ostruzione dei corsi d’acqua perpendicolari al Fiume Calore, che impedisce il deflusso delle acque che stazionano nei terreni, complicando e ritardando maggiormente l’accesso ai fondi con i mezzi agricoli.E’ però ancora incalcolabile l’ingente danno materiale arrecato alle imprese agricole e alle 20 cantine presenti sul territorio guardiese.Tanto si evince dalle parole del Sindaco, dott. Floriano Panza, in una lettera che lo stesso ha indirizzato al Prefetto di Benevento ed ai Presidenti della Provincia e della Regione.“Gli interventi urgenti richiedono la disponibilità di pale meccaniche, escavatori, gruppi elettrogeni, e la disponibilità di materiale per un primo ripristino della circolazione” – si legge nel testo.“Si chiede la dichiarazione dello stato di calamità naturale per il territorio di Guardia Sanframondi e di conoscere le modalità tecniche per segnalare i danni pubblici e privati e a chi indirizzare le richieste” – scrive il Primo Cittadino, chiedendo inoltre il rimborso delle risorse finanziarie sostenute in via d’urgenza dall’Ente comunale.Sono questi i primi dati e le prime stime di un alluvione che ha sconvolto territori e persone, trascinando via anni di lavoro e di risparmio e portando con sé dolore e sconforto.

Il coro Unicef “Si… Fa… Musica” di San Giorgio del Sannio
I 70 bambini del coro Unicef “Si… Fa… Musica” di San Giorgio del Sannio rinunciano al viaggio d’istruzione presso l’EXPO di Milano per devolvere al Comitato Provinciale Unicef di Benevento l’intera cifra assegnata dal Miur all’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini”. L’intento è quello di aiutare le famiglie, i bambini e le scuole danneggiate dall’alluvione che ha colpito la città di Benevento e la provincia sannita.A comunicarlo al dirigente scolastico Gabriella Cirocco, al presidente Antonio Tirelli e ai membri tutti del Consiglio dell’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” di San Giorgio del Sannio nonché alla presidente del Comitato UNICEF Provinciale di Benevento Carmen Maffeo, è la docente Dina Camerlengo, in qualità di responsabile del Coro Unicef “Si…Fa…Musica” e referente Unicef della Istituzione scolastica sangiorgese.Grazie alla composizione di una canzone sulle tematiche legate all’educazione alimentare dal titolo “Exploriamo la Terra” nata come prodotto finale del progetto -La Scuola per Expo- promosso dal MIUR, l’Istituto “Montalcini” si è visto attribuire un contributo di € 5400 per consentire agli alunni coinvolti nel progetto di visitare l’Expo di Milano. Mentre il personale addetto della Scuola è impegnato nell'organizzazione della trasferta milanese, arrivano le prime notizie e le immagini del disastro che si è abbattuto nella vicina Benevento. Tra i bambini del Coro Unicef, seppur entusiasti dell’affermazione e ansiosi di vivere l’esperienza milanese ma sensibili alle tematiche della solidarietà e avvezzi ad occuparsi del prossimo, si fa strada il desiderio di aiutare le vittime dell'alluvione. Da qui la decisione della rinuncia per un fine più alto. "Speriamo che – afferma Dina Camerlengo - data l’eccezionalità dell’evento e il nobile gesto dei bambini che si stanno formando in una “Scuola Amica” (Progetto d’intesa MIUR-Unicef) si riescano a superare i cavilli burocratico-amministrativi che potrebbero ostacolare la realizzazione di questo intervento di solidarietà. Sarebbe davvero un segno di “Buona Scuola”, esempio concreto di qualcosa che sta veramente cambiando".

Raffaele Siciliano (#RialzatiBenevento)
Siamo in campo, al fianco dei nostri concittadini colpiti da questa vera e propria tragedia, per far riemergere dal fango tutti quello che brutalmente è stato sommerso da un evento crudele, seppur naturale.Stiamo cercato di portare un sorriso per illuminare i volti di chi è oramai stremato dalla fatica ed impietrito per la disperazione. Gli alluvionati però hanno tanta voglia di riprendere al più presto i loro ritmi quotidiani e di rivedere le propria città rinata. E noi abbiamo voglia di rivederli sorridere.Ci sono tanti volontari, ma la situazione è ancora critica, soprattutto in alcune zone. Abbiamo bisogno di voi, del vostro cuore e del vostro orgoglio. Beneventani, siamo nel fine settimana, sicuramente ora ci sarà più tempo libero e vi assicuro che non c'è cosa migliore che dedicarlo a queste persone. Una sensazione bellissima, forse la più bella di tutte.Organizziamo gruppi di persone e mi rivolgo a tutti coloro che hanno il desiderio di aiutare i nostri amici alluvionati, sono a completa disposizione per fornirvi informazioni e indirizzarvi verso le emergenze. Contattatemi sulla mia pagina Facebook. Ora, abbiamo il dovere di agire!

La Comunità Militante Caudina 321
La Comunità Militante Caudina 321 in queste difficili ore per tutto il Sannio, devastato dal nubifragio e dall’esondazione dei fiumi Calore e Sabato, lancia un'iniziativa di volontariato per sostenere il popolo sannita messo in ginocchio dal dissesto idrogeologico, dalla furia della natura, ma anche da una pessima gestione del territorio sul fronte della prevenzione.Caudium per Samnium è il nome dell’operazione della Cmc321 che sta coinvolgendo anche altre realtà delle Valle Caudina: «Il Sannio sta vivendo una incubo ad occhi aperti che, purtroppo, noi abbiamo già vissuto sulla nostra pelle a Cervinara nel 1999 – dichiara il Direttivo dei militanti. Da domenica pomeriggio inizieremo la raccolta in Piazza Trescine a Cervinara, collaborando con la Caritas Diocesana, grazie alla disponibilità di Don Salvatore Picca, parroco della Parrocchia di San Martino Valle Caudina. La situazione è dura per gli sfollati e per tutta la cittadinanza. Chiediamo una mano per raccogliere viveri non deperibili e a lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale, acqua e vestiario nuovo, soprattutto per i bambini. Ringraziamo gli attivisti del MeetUp Cervinara in Movimento per il sostegno, l’amministrazione comunale di Cervinara che tramite il capogruppo, Raffaella Cioffi, ha dimostrato interesse a coordinare le operazioni di beneficenza, Fiore Marro, presidente nazionale dei Comitati Due Sicilie, Marina Simeone dell'Associazione "Generoso Simeone" Benevento, gli studenti delle Scuole Superiori di Cervinara e tutti coloro che sono interessati ad aiutare concretamente chi ha visto affondare nel fango i sacrifici di una vita. Aspettiamo ulteriori adesioni nelle prossime ore e vi terremo informati sugli sviluppi».La nota del Direttivo della Cmc321 si chiude con un appello a tutti i Caudini: «Siamo convinti che il cuore della Valle Caudina risponderà con i fatti e non con le chiacchiere. La Nuova Caudium ha l’occasione per dimostrare la propria unità dal basso, disinteressata e trasversale. Ci stringiamo al dolore delle famiglie che piangono i propri cari e siamo vicini alla rabbia di chi ha perso tutto. Ora non è tempo di polemiche. Bisogna agire esclusivamente per il bene comunitario».