"L'omosessualità grida vendetta al cospetto di Dio": gruppo omofobo cattolico beneventano scatenato contro il Gay Pride

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Un gruppo omofobo cattolico beneventano denominato "Il Cammino dei Tre Sentieri - Cammino San Pio da Pietrelcina in Benevento" ha divulgato in serata un durissima nota contro la manifestazione Gay Campania Pride che si terrà sabato prossimo in varie parti d'Italia e anche nel capoluogo sannita.

La manifestazione dell'orgoglio omosessuale contro le discriminazione e le violenze sui gay è vista da tale gruppo come "una testimonianza pubblica di una forma di peccato che grida vendetta al cospetto di Dio". Non paghi, tali cattolici aggiungono anche che le "relazioni omosessuali sono gravi depravazioni e non possono essere approvate in alcun caso..".

"La posizione radicalmente omofoba della nota del Cammino dei Tre Sentieri si conclude esortando a "pregare per riparare. Per coloro che potrebbero essere scandalizzati da simili spettacoli e soprattutto dal silenzio di chi dovrebbe parlare e denunciare il peccato...".

Di seguito il testo integrale: "Il Cammino dei Tre Sentieri alla Chiesa in Benevento In occasione del gay-pride, che si terrà il prossimo 6 giugno, invitiamo la Chiesa in Benevento (Vescovo, Parroci, Sacerdoti, Religiosi e Laici) ad organizzare Rosari riparatori, ovunque li si riterrà opportuni e con la frequenza desiderata.

Il gay-pride è una testimonianza pubblica di una forma di peccato, che, come afferma il Catechismo di sempre della Chiesa, "grida vendetta al cospetto di Dio" (Catechismo Maggiore di San Pio X, n.966). Anche l'ultimo Catechismo della Chiesa Cattolica (anno 1991) ribadisce: "Basandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono infatti contrari alla legge naturale, precludono all'atto sessuale il dono della vita, e non sono frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. Non possono essere approvati in nessun caso". Dunque, la testimonianza pubblica di un tale peccato ha bisogno di riparazioni altrettanto pubbliche. San Giovanni Paolo II, in occasione del gay-pride tenutosi a Roma nell'anno 2000, disse: "A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l'affronto recato e per l'offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la Verità perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male".

Il recente risultato del Referendum nella Repubblica d'Irlanda ha confermato che ogni cedimento sui princìpi si paga, che ogni strategia di pavido tono diplomatico non solo non è moralmente giusta ma è anche un errore le cui conseguenze possono divenire irreparabili. E' scritto nella "Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali" della Congregazione per la Dottrina della Fede (1° ottobre 1986): "Nel respingere le erronee dottrine riguardanti l'omosessualità, la Chiesa non limita ma anzi difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo reale ed autentico".

Bisogna dunque pregare. Pregare per riparare. Pregare per coloro che potrebbero essere scandalizzati da simili spettacoli e soprattutto dal silenzio di chi dovrebbe parlare e denunciare il peccato. Pregare per la conversione di coloro che appoggiano e parteciperanno ad una simile manifestazione. Pregare per noi stessi affinché mai cediamo alle lusinghe di chi vorrebbe farci stare in silenzio".