Ultimo giorno in edicola per Ottopagine: il quotidiano dei Vigorito cessa le pubblicazioni. Nel Sannio è stato presente quasi 3 anni. Protesta del Sindacato giornalisti

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Oreste Vigorito
Oreste Vigorito

Oggi 4 aprile sarà presente per l'ultimo giorno in edicola il quotidiano Ottopagine, da 20 anni edito ad Avellino e provincia. Da quasi tre anni, precisamente dal 28 aprile 2012, aveva ospitato anche un'edizione beneventana che fu presentata a Palazzo Mosti dal patron Oreste Vigorito, imprenditore dell'eolico e non solo: nel Sannio è noto soprattutto per essere il proprietario e presidente del Benevento calcio da nove anni.

Alcuni dei giornalisti finora operativi continueranno a operare sul sito online e sul canale televisivo 8 channel sul digitale terrestre.Il quotidiano, presentato con forti ambizioni a Palazzo Paolo V (leggi l'articolo dell'epoca sul Vaglio.it), non è riuscito a sfondare nel Sannio e nel contempo a mantenere in vita la lunga esperienza editoriale avellinese, per ultima raccolta dal Gruppo Vigorito.

Al di là delle eventuali responsabilità manageriali nell'esito dell'impresa, pesa anche la più generale crisi dell'editoria, soprattutto cartacea.

Chi non sembra avere dubbi sulle responsabilità per l'accaduto, invece, è il Sindacato Giornalisti Campania (SGC) che, in merito alla cessazione delle pubblicazioni di Ottopagine sia in Irpinia che nel Sannio ha diramato la seguente, dura nota: «Dopo venti anni dall’uscita in edicola, la società che pubblica Ottopagine comunica ufficialmente la chiusura del giornale cartaceo per puntare tutto sulla tv e sull’edizione online. Un risultato che ha portato ad una pesante riduzione del personale. Una scelta che arriva calpestando il contratto nazionale e qualsiasi prerogativa sindacale. Il Sindacato giornalisti della Campania è già al fianco dei lavoratori che sono stati messi fuori dalla redazione e metterà in campo qualsiasi azione perché i loro diritti vengano rispettati», è quanto afferma il segretario del Sindacato giornalisti della Campania, Armando Borriello.

«Ottopagine è un giornale che anche sul web continua a vivere, e forse anticipa una tendenza e segue quel che stanno facendo grandi gruppi internazionali – aggiunge Gianni Colucci, commissario provinciale di Avellino del SGC – Tuttavia, le modalità con le quali si è pervenuti a questa fase, non convincono il sindacato e non possono apparire consolatorie per noi giornalisti (quelli di Ottopagine e anche tutti gli altri). L’assoluto silenzio in cui si è svolta questa fase della vita del giornale, tra l’altro, ha acuito la solitudine dei colleghi che hanno gestito questa fase di passaggio. L’editore non chiude tutte le porte, si affida ad un progetto che potrebbe avere esiti interessanti, tutti se lo augurano; ma alle spalle sono state lasciate molte macerie, cioè posti di lavoro che non è detto saranno mai recuperati. Su questo va tenuta alta l’attenzione anche da parte della politica, delle istituzioni.

Se scompare un pezzo della cultura e di informazione della provincia, ne siamo tutti responsabili; la crisi – spiegazione buona per tutti i fallimenti -non è l’unica ragione della morte di Ottopagine su carta».