Città Spettacolo come Quattro Notti: il più evidente danno culturale inflitto a Benevento dai mastelliani

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Renato Giordano
Renato Giordano

Renato Giordano c'è ancora ed evidentemente lotta. Le ultime tracce lo hanno visto nella mastelliana regia dello 'Strega', un'altra ormai stucchevole passerella a sfondo letterario e in realtà sempre più commercial: gli editori hanno da vendere, gli scrittori da guadagnare, i premi da rinsaldare una fama e una storia avara dei protagonisti di un tempo e, ultimi, certi beneventani con la necessità di farsi vedere. Oggi Giordano (leggi sul Vaglio.it) rivela le sue doti d'autore di epistole ove riesce a far collimare la sue 'visioni' culturali con quelle di Maurizio Costanzo, peraltro fra i predecessori nella direzione artistica del Festival Benevento Città Spettacolo (otto edizioni, dal 1995 al 2002, il periodo dei sindaci ex missini).
Festival che è poi l'oggetto celato nello scambio d'impressioni fra i due.

Comincia Costanzo con un interrogativo: "Perché non tornare a far vivere di teatro strade e piazze della città da lei amministrata?". Se pone tale quesito, l’ottuagenario conduttore televisivo o non è edotto sugli sviluppi attuali di Città Spettacolo ed è rimasto ai suoi tempi e quindi vuole sapere, oppure ha notato certe assenze dai programmi.
Risponde Giordano, pur non direttamente interpellato (Costanzo si è infatti rivolto a Mastella, ma in fondo è la stessa cosa): “Sono felice ed orgoglioso che la mia idea di Città Spettacolo, che ho il piacere di dirigere da 4 anni (dal 2016, anno dell'elezione di Mastella a sindaco di Benevento, NDR), rispecchi la Sua”. Non è così.

Breve itinerario fra strade e piazze made in Giordano:
Edizione 2019 - in piazza Castello si esibiscono Carl Brave, Loredana Bertè, Il Giardino dei Semplici, I Cugini di Campagna, Pio e Amedeo; in piazza Federico Torre: presentazioni di libri, Gianfranco Sansone in concerto, Cafè Chantant, La Musica al centro del mondo, eccetera; in piazzetta Vari tra gli altri, s'annoverano l'elezione di Mister e Miss Benevento, Summer Hit Party, Il canto del Sannio, Taranta experience, Dal rap e dintorni, Radio Company in action, Taggati & Linkati, eccetera; in piazza Roma: Bohemian Rapsody, in danza.

Edizione 2018 – in piazza Federico Torre i libri e la musica varia; al corso Garibaldi la danza; in piazza Roma il concerto Disney, la danza, il cabaret di Nino Frassica, Enzo Avitabile; in piazza Castello Fiorella Mannoia, Radio Company, Luche Tedua Geolier, Gigi D'Alessio; in piazzetta Vari musica, varia; in piazza Matteotti (detta di Santa Sofia), ancora musica, classica, e mostre nel chiostro; al rione Libertà mostre.

Edizione 2017 – in piazza Federico Torre i libri, il Cafè Chantant, Luca Pugliese, Lello Petrarca Trio; in piazza Roma il Conservatorio e l'orchestra di Mimì Palmiero, il balletto Romeo e Giulietta, Concerto Grosso per New Trolls; in piazza Castello il concerto di Clementino, Fabrizio Moro, la tammurriata, Radio Ibizia Live, Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana; ai Giardini del Teatro De Simone la musica elettronica; in via Bartolomeo Camerario i percorsi di cibo da strada; al corso Garibaldi la danza, le Torpedo Blu del club Ruote Storiche, la mitica “Cena in bianco”; in piazzetta Vari Miss Mondo Italia, Dance Floor Summertime, l'Opera Squallid Orchestra, Salzano Band, Ricciolino e le voci dei cantanti, Sally Canta Vasco con Anymore; in piazza Piano di Corte Pizza & Falanghina, le Pizze sannite.

Edizione 2016 – in via Napoli: Rocco Hunt, Sannio rap; ai Santi Quaranta: La notte della Tammorra; in piazza Roma: Massimo Ghini, Marco Travaglio, Benevento in danza, Modern Dance cademy; in piazza Federico Torre le presentazioni di libri, il Quintetto Jazz del Conservatorio.
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E' vero che con Giordano Città Spettacolo ha lasciato i teatri per spostarsi 'all'aperto' rendendo più vario il programma, ma ciò non è propriamente quello cui invitava la ricordata frase di Costanzo sopra.
Peraltro Giordano mostra un difficile rapporto con la 'qualità', laddove infatti egli intende gli spettacoli con poco pubblico come “mera rappresentazione autoreferenziale” e, di contro, valuta l'afflusso (i nomi di cui sopra erano comunque una garanzia in tal senso) come ovvio elemento di successo.

Inutile impegolarsi in ulteriori discussioni se non in quella definitiva che con Giordano il festival ha decisamente cambiato veste, considerando il teatro uno degli elementi del programma quando, in origine, ne era l'elemento costitutivo (e in passato il teatro nelle piazze c'è stato, di notevole livello e - pure - con un notevole pubblico). I programmi contenitori sono serviti ad annacquare le sue caratteristiche, finendo con il privilegiare il 'qui e subito' del successo immediato con gente a frotte che tanto fa bene agli occhi e al cuore di Giordano (e Mastella) e che peraltro non ha determinato alcun indotto costante, negli anni, per la città in termini di turismo culturale.

Se non era stata ritenuta valida la prima formula (più 'teatrale') –, a maggior ragione la seconda non ha prodotto significative variazioni se non una interpretazione strumentale dello 'spettacolo' in termini politici, ovviamente con beneficio riflesso sull'amministrazione in carica.

Libero Giordano, nella sua autonomia, di pensare e decidere per una vocazione nazionalpopolare, liberi altri di pensare che – se è proprio impossibile conciliare le cose – si ritorni all'antico sdoppiamento, che per giunta ricreerebbe le belle fazioni di una volta: un festival a questo punti di 'nicchia' e teatrale (in piazze, strade e teatri, dove si vuole), una bella ammucchiata - Covid permettendo - di stampo più largo e dal gusto evidentemente meno autoreferenziale, stile Quattro Notti e più di luna piena (o pizza piena come venne ribattezzata per l’esplosione dei punti di ristoro e l’aura di salsiccia arrostita che l’avvolgeva). Leggere quest'ultima nella storia ultraquarantennale del festival è il danno più evidente che la direzione artistica di Giordano, e l'indirizzo politico di Mastella, hanno inflitto a Benevento.