Alessandrina da Ceppaloni: col marito o col partito? Lo scontro in Forza Italia e la senatrice impassibile

- Opinioni di Carlo Panella

Lo scontro in atto, senza esclusioni di colpi, tra i berlusconiani sanniti ha una sua storia, E sarà concluso quando anche l’ultimo dei mastelliani sarà stato cacciato fuori dal “nuovo” capo il napoletano Fulvio Martusciello. Fino a che era guidata da Nunzia De Girolamo, Forza Italia nel Sannio non è che abbia mai avuto floride percentuali, ma ha mantenuto una sua stabilità. Sempre nel centrodestra, evitando ammucchiate elettorali, tra forti tensioni (leggi De Girolamo vs Mazzoni o De Girolamo vs Mino Izzo), dalle quali però la ex pupilla del Cavaliere ne veniva a capo (anche negli scontri nella coalizione) dando con la propria leadership un’identità al partito.

Nunzia è stata messa ai margini nel 2018 dal partito regionale, dopo essere uscita (da ministra) e rientrata in Forza Italia. E dopo aver contribuito a far diventare sindaco di Benevento il ceppalonese Mastella, per anni suo acerrimo avversario politico. Fu Mastella a entrare nel partito di Berlusconi, prima per fare l’europarlamentare, poi portando ufficialmente le sue truppe in Forza Italia. Più numerose di quelle trovate e quindi Forza Italia nel Sannio è diventata tanto mastelliana da ottenere un collegio sicuro per Alessandrina Lonardo, moglie di Mastella e dal 2018 senatrice di Forza Italia.

Mastella si è preso Forza Italia per far diventare lui sindaco e Alessandrina Lonardo senatrice. In vista delle prossime comunali nel 2021 e delle regionali di settembre 2020, il ceppalonese ha deciso di cambiare taxi politico ed è corso al seguito di De Luca, espressione del centrosinistra (in un vasto rassemblement aperto più o meno a tutti). Così cambiando, Mastella si è posto contro il candidato del centrodestra, il berlusconiano Caldoro.

Di fronte allo smacco, Forza Italia ha commissariato il partito locale con Martusciello, proprio colui che l’aveva fatto nascere nel 1994. Questi ha messo subito sotto tiro gli amministratori forzisti di Benevento rimasti fedeli al sindaco Mastella e ne ha appena cacciati due: i consiglieri Nanni Russo e Antonio Capuano. Prima ha cambiato i dirigenti locali del partito, con giovanissimi e vecchie glorie della prima ora, degli anni ’90.

Mentre la restaurazione del vulcanico Fulvio procede si fa notare l’assordante silenzio sulla e della ceppalonese Lonardo che ripetiamo (potrebbe essere sfuggito) è la sola parlamentare sannita del partito.

E sì perché 1) mentre Martusciello fa fuori i residui mastelliani nel partito, proprio perché al seguito di Mastella nel votare De Luca (non proprio strano il repulisti), lo stesso non osa – almeno per ora - porre a Lonardo lo stesso ultimatum liquidatorio posto a Russo e Capuano e cioè: Alessandrina, sosterrai i candidati di tuo marito pro De Luca o i candidati del tuo (attuale) partito pro Caldoro? Come fanno i vulcani, di fronte a certi nomi, anche i Martusciello, se non si spengono, si addormentano.

Ma 2) non meno assordante è il silenzio di Alessandrina da Ceppaloni che assiste impassibile alla cacciata dei mastelliani dal suo partito, in quanto mastelliani, e non osa – almeno per ora - proferir verbo. Zitta e muta, da apparire finanche rassegnata.
Trattasi di tattici silenzi non destinati a durare e che si risolveranno, è facile pronosticarlo, in un chiassoso show-down quando finalmente potranno esplodere.

Alessandrina Lonardo al fianco del marito o del partito? La domanda è retorica: i due non solo nella vita ma pure in politica sono un unicum. Capi del mastellismo politicamente trasmigrante da uno schieramento all’altro, ma icona indivisibile di una parte oramai storica della politica sannita, essa sì, stabile e coerente con i propri interessi politici. E il cui motto, parafrasandone uno ben più importante, ben potrebbe essere ‘extra Ceppaloni nulla salus’ !