Nicola Sguera replica a Luca Coletta: 'La politica deve essere rifondata a partire dall’etica individuale!'

- Opinioni di Nicola Sguera
Matteo Salvini e Luigi Di Maio
Matteo Salvini e Luigi Di Maio

L’immagine che «Il Vaglio» ha scelto per commentare la riflessione del mio amico ed ex compagno di Liceo, Luca Coletta, in cui per altro il mio nome appare in una digressione pochissimo pertinente con il resto (perché, Luca, non scriverle illo tempore queste cose, cioè… due anni fa?), è stata colta durante un seminario dell’ANPI all’interno della CGIL. Stavo discutendo della possibilità di un populismo di sinistra (questione su cui questa testata ha ospitato diversi interventi: http://www.ilvaglio.it/article/5601/nuovo-confronto-stavolta-sul-tema-del-populismo-sguera-replica-all039articolo-di-barra-sul.html; http://www.ilvaglio.it/article/10375/e-auspicabile-un-populismo-di-sinistra-assolutamente-si-a-proposito-dell039articolo-di-bov.html

E lì, se vogliamo, c’è già tutta la risposta a Luca: il fallimento del progetto politico del M5S nell’accordo con la Lega, che si è rivelato, dopo pochi mesi, sciaguratissimo, e che quasi in assoluta solitudine denunziai inascoltato, rendeva impraticabile la mia permanenza. Che le dimissioni sia dal Movimento che dal Consiglio fossero inevitabili appare inspiegabile certo a chi, come Luca, ha altra storia e altra idea della politica. Per me, e lo dissi, c’era un impegno da rispettare e un daimon cui obbedire. Quand’anche, ho ripetuto, gli ottocento cittadini che mi avevano votato nel giugno 2016 avessero spinto per la prosecuzione del mio mandato, mi sarei dimesso.

La politica deve essere rifondata a partire dall’etica individuale! Altrimenti resteremo il paese dei Cocchetelli. D’altronde, quando decisi, tra il 2013 e il 2014 di tornare alla politica attiva, lo feci perché intravedevo, dopo molto tempo la concreta possibilità di un cambiamento, vedevo qualcosa di radicalmente nuovo nel panorama italiano per cui valesse la pena spendersi. Venuto meno quel progetto (e per quanto mi riguarda anche l’alleanza M5S-PD, a cui mi sarei opposto, ha finito per snaturare completamente il Movimento), tutto perdeva senso per chi non aveva e non ha alcuna intenzione di praticare la politica “come professione”.

Quel che mi appare ingeneroso, nell’articolo di Luca, è proprio l’accostamento con Raffaele Del Vecchio (che pure, a onor del vero, ha sempre conservato in questi anni un profilo riconoscibile al di là del suo scarso impegno consiliare). Con Marianna Farese abbiamo portato avanti tantissime battaglie in Consiglio e nelle Commissioni, tutte legate a temi storici del M5S, soprattutto mettendoci in ascolto della società civile, cui abbiamo fatto sponda. Ci sono denunzie, interrogazioni, interventi a testimoniarlo. E, se mi è consentito, anche la vox populi, che va sempre tenuta in considerazione.

Non mi sono mai pentito di quella scelta, dopo la quale ho ripreso il lavoro teorico, memore dell’insegnamento di Samuel Beckett: «Tenta di nuovo. Fallisci di nuovo. Fallisci meglio».

Insomma, ho svolto il mio “servizio civile”, sono tornato al mio appassionante lavoro di educatore, continuo a studiare, a cercare di capire. In ogni caso, sono sempre presente nelle mobilitazioni giuste (come quelle di questi giorni sull’acqua pubblica e la riapertura del Corso alle biciclette).

Se e quando esisterà un soggetto politico non minoritario per vocazione, capace di parlare non solo alla testa delle persone ma anche ai sentimenti di rabbia e smarrimento di masse diseredate da questa lunga crisi che ha aperto il XXI secolo, e che abbia al centro del proprio agire la conversione ecologica di un’intera civiltà, io ci sarò, come sempre anche solo per affiggere un manifesto o distribuire un volantino (perché quel che manca alla buona politica sono i soldati semplici, i generali e i colonnelli abbondando in ogni dove). Non mi riesce proprio pensare una politica solo su scala localistica. Benevento è l’Italia.

Forze sane ci sono, in ogni caso qui. Guardo con grande simpatia, in particolare, alla mobilitazione di un cattolicesimo “francescano” (nella duplice accezione) che può davvero essere una novità per una città dal cuore “controriformista” e “piolatra”. E poi ci sono forze laiche sane. Sicuramente il mio vecchio amico Luca potrà dare un contributo, dunque, in virtù della sua passione e della sua competenza, il prossimo anno quando saremo chiamati nuovamente a decidere chi amministrerà Benevento.