Viale degli Atlantici: il danno della cittadella degli uffici che verrà e il beneficio della natura che c'è

- Opinioni di Luca Coletta*

Tra le varie ragioni che la Giunta comunale di Benevento, con votazione bulgara (8 sì su 8 presenti!) della delibera 41 del 3 marzo 2020, ha posto a base della decisione di abbattere, tra gli altri, i pini “storici” del Viale degli Atlantici vi è – testuale - “la prossima apertura della Cittadella fiscale ubicata nella ex Caserma Pepicelli con conseguente aumento di traffico pedonale veicolare”. Il senso ce lo ha poi precisato il Sindaco pro tempore che, in occasione dell’incontro con il soprintendente del 12 maggio, fissato per concertare (!!!???) una soluzione al “problema” dei pini storici compatibile con il vincolo culturale e paesaggistico oltrechè con la propria tranquillità notturna, si è detto incupito al pensiero delle moltitudini di cittadini in cammino verso il - testuale - “Federal Buildingsssss” travolti dai pini killer.

A tal punto, seguendo un noto insegnamento di Norberto Bobbio circa la Democrazia, parandosi di fronte a noi qualcosa di non molto chiaro abbiamo deciso di andare a vedere cosa ci fosse dietro. E così siamo andati a leggere, con santa pazienza, la Relazione Tecnica Illustrativa Generale datata aprile 2018, del Progetto di fattibilità tecnica ed economica commissionato dall’Agenzia del Demanio-Direzione Regionale Campania, apprendendo che con esso si vorrebbe, con l’entusiastico avallo del Comune, ubicare presso l’ex seminario arcivescovile, ex scuola allievi carabinieri, ex caserma Generale Pepicelli, una Federal Building o cd. Cittadella degli Uffici pubblici quali la Dogana, la Guardia di Finanza, la Ragioneria di Stato, l’Agenzia delle Entrate, il MIBACT, l’Archivio di Stato, il Ministero del Lavoro e parte del Tribunale.

Tutto questo però, si apprende dalla relazione, non prima del 2023 e, quindi, non vi è alcuna prossima apertura, se per prossima occorre intendere, vocabolario della lingua italiana alla mano, “in senso temporale, la condizione o situazione che è sul punto di verificarsi o anche immediata successione“.

Si legge, poi, in premessa, laddove il relatore descrive il progetto, che in zona non esistono vincoli. Eppure, dalla visione dello stralcio del Piano Urbanistico Comunale (PUC) alla stessa allagata si evince, chiaramente, che l’intero complesso dell’ex seminario, come gran parte degli edifici prospicienti il Viale degli Atlantici, è parte del Centro storico e, quindi, protetto dal PUC vigente con un vincolo storico-ambientale ai sensi del Dlgs n.42/2004, art. 136.

Proseguendo nella lettura, alla voce “Inquadramento Urbanistico” si legge che “il vigente Piano Urbanistico Comunale del Comune di Benevento individua il bene oggetto di intervento appartenente alla zona omogenea del del tipo F5, spazi destinati ad attrezzature militari, attività producenti servizi speciali, quali attrezzature di impiantistica territoriale e cimiteriale, nonché spazi destinati ad attrezzature universitarie”. Non bisogna, allora, essere assessori, magari all’urbanistica, per capire che il progetto non è compatibile con la destinazione di zona prescritta dal Piano Urbanistico Locale.

Proseguendo nella lettura, con una spiacevole sensazione di sottile ma crescente inquietudine, laddove si descrivono le caratteristiche delle strutture portanti dell’intero complesso, si dichiara, un po’ disinvoltamente, che quando è stata realizzata l’indagine sulla vulnerabilità sismica, a cura della A.I.C.I. Enginnering srl, secondo l’O.P.C.M. 2004 l’esito è stato negativo. Infatti secondo il report le strutture sono inidonee e non rispondenti alle normative sismiche vigenti, il che significa che si andrebbero ad allocare delle attività strategiche, ovvero quelle attività che secondo la Protezione Civile devono rimanere sempre attive anche nel caso di terremoti più severi, in una struttura che, progettata e realizzata all’inizio del ‘900 proprio sotto l’azione di un sisma, anche di media intensità, diverrebbe nella migliore delle ipotesi inagibile: in un sol colpo addio Dogana, Guardia di Finanza, Ragioneria di Stato, Agenzia delle Entrate, MIBACT, Archivio di Stato, Ministero del Lavoro, Tribunale. Il tutto senza considerare la peggiore delle ipotesi che lascio all’immaginazione del lettore; e poi ci si preoccupa incupendosi dei pini che, diciamo la verità, non hanno mai fatto male manco a una mosca!

Ma al di là di questi aspetti tutto sommato trascurabili, la sistemazione nella Caserma Pepicellli di così tante attività amministrative e di servizio porterebbe in una parte della città pregevole e destinata per sua vocazione a passeggiata, lontana tra l’altro da qualsiasi svincolo con arterie veicolari rivolte verso la provincia ed il resto della regione, soltanto confusione con un ulteriore, insostenibile incremento del carico antropico e veicolare e con esso di inquinamento, vero balsamo per le nostre già provate vie respiratorie.

Inoltre, oramai sembra a tutti chiaro che creare degli accentramenti, come già si è verificato con i centri commerciali, crea soltanto desertificazione in tutte quelle aree che si vedranno venir meno quei centri di attrazione per utenti e cittadini. Chi descrive il progetto non dà alcuna quantificazione del personale che dovrebbe andare a lavorare nell’ex seminario, e quale sia il probabile flusso di veicoli che questo “accentramento” dovrebbe mettere in moto proprio sul Viale degli Atlantici. Di quale beneficio, allora, dovrebbero fruire i beneventani? Portare la mascherina antigas per sempre?

A tal punto, presi da incupimento da cittadini semplici che hanno voluto, tanto einaudianamente quanto incautamente conoscere per deliberare, fattasi tarda sera siamo scesi a passeggiare sul Viale tra questi magnifici e ostinatamente resilienti alberi, che durante il giorno si sono premurati, tra l’altro, di assorbire dosi di maledetto smog, accompagnati dal colore musicale dei tanti uccelli che in essi abitano, sempre riconoscenti con loro come lo si è per chi porta beneficio alla nostra salute, fisica e mentale.

(*avvocato amministrativista)