Coronavirus - La carica dei 102 e non solo: le cifre che il San Pio e l’ASL ancora devono dare

- Opinioni di Carlo Panella

Siamo riusciti, giornalisti e associazioni (e qualche politico) non usi a ubbidir tacendo, a far comunicare l’ASL di Benevento e il locale ospedale San Pio. Sono stati, paradossalmente, muti fino a ieri proprio quando avrebbero dovuto curare al massimo la comunicazione, in piena pandemia da coronavirus. E dobbiamo dare atto che, sia ieri che oggi, le due massime strutture della sanità pubblica locali hanno cominciato a farlo.

Bisogna aggiungere a quei comunicati ufficiali qualche altro dato per rendere più chiaro il quadro ai lettori, ma va bene anche così, non ci costa farlo. I lettori potranno leggere sul Vaglio.it sia la comunicazione del San Pio che quella dell’ASL. E le aggiorneremo, se nel corso della giornata ne dovessero arrivare più d’una.

Tuttavia, dopo la pantomima della “conferenza stampa” a Palazzo Mosti di ieri (nella quale il sindaco svolgeva la parte del giornalista moderatore e pure quella dell’oratore moderato, e tacciamo su altri aspetti), happening comunque utile perché sono stati fatti venir fuori dei dati da giorni reclamati, restano ancora degli aspetti oscuri. Chiediamo qui che doverosamente vengano chiariti, dicendo fin da ora che, se chiarezza non avremo, continueremo a chiedere. E che non ce ne si lamenti…

Il manager del San Pio Ferrante ha detto che l’ospedale ha trattato 69 casi di coronavirus e di questi gli accertati contagiati sono 16. Può sembrare pedanteria ma non lo è, e dunque gli chiediamo: e gli altri 53? Logica potrebbe voler significare che son stati tutti negativi. Siccome Ferrante non l’ha detto, cortesemente, voglia farlo. E se vorrà essere dovizioso dica pure a chi – non personalmente ma per categoria – sono stati fatti.

Quello che invece lo stesso manager deve fare è esplicitare alla pubblica opinione l’esito dei primi 102 tamponi fatti fare dall’ospedale sannita al Cotugno di Napoli, a inizio marzo, e da Napoli poi trasmessi a Benevento, 102 tamponi sui 126 totali.

Di questi 126, gli esiti di 24, ha detto ieri Ferrante, non sono stati ancora trasmessi; il manager ha aggiunto che, da giovedì, quando lo si potrà fare direttamente al San Pio, li farà analizzare qua. Resta invece non detto alla cittadinanza l’esito verificato di quei 102. Ferrante, inopportunamente, ha detto ieri che l’esito non andava comunicato e che è stato reso noto privatamente e riservatamente alle 102 persone.
No, non funziona così.

Qui nessuno vuole sapere i nomi e i cognomi dei 102, il San Pio deve far sapere l’esito numerico totale. A quanti medici, infermieri, operatori vari o altri… sono stati fatti? Ci sono stati dei contagiati nei 102? Rientrano nei numeri forniti dall’ospedale o dall’ASL? Sono risultati tutti negativi?

102 è una cifra considerevole non la si può far sparire nel nulla senza darne conto. Di più, l’ospedale e, per la sua parte, anche l’ASL devono farci sapere se sono stati fatti i tamponi anche ai parenti o agli affini dei contagiati ufficiali, sia dei 102 e sia degli altri 24. Ripetiamo ai manager: non interessano i nomi e i cognomi, ma i numeri.

Per puntuale informazione dei nostri manager, da settimane, ogni giorno, la Protezione Civile, la Regione Campania, per dirne solo due, fanno sapere nitidamente quanti sono stati i tamponi effettuati (tutti) e quali sono stati gli esiti (tutti): la privacy invocata da Ferrante con queste comunicazioni non ha nulla anche vedere.

Non insistano in queste sacche residuali di oscurità dunque i nostri manager. E’ la mancanza di questa chiarezza che ha potuto, può e potrà generare panico e allarme nella popolazione. Non chi chiede la massima trasparenza.