A Rotondi i "Suoni al Varco" del conservatorio Sala

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crivono Giuseppe Ilario, direttore; Antonio Verga, presidente; Giosuè Grassia, coordinatore del Dipartimento Nuove Tecnologie del Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento: "Nelle giornate di mercoledì 24 e giovedì 25 aprile sono previsti gli interventi a cura del dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali del conservatorio Nicola Sala di Benevento lungo via Varco, la strada dell'arte sita a Rotondi (AV), presso gli studi di Perino e Vele, Umberto Manzo, Eugenio Giliberti, Giuseppe e Lucio Perone. Una febbrile attività di reciproco dialogo ha anticipato lo svolgimento di questa iniziativa, tesa a sviluppare un pensiero artistico della complessità a partire dall'interazione reciproca di discipline visive e sonore.

Il Dipartimento di Nuove Tecnologie ha così raccolto la sfida e ripensato la sua missione a partire dalla didattica, facendo di questo momento l'occasione di una fertile disponibilità dei suoi studenti al correre dei rischi, al prendersi delle responsabilità guidati dallo sguardo partecipe dei diversi docenti motivati da una più lunga esperienza. Proprio l'ambiente tecnologico vissuto come spazio di azione di gruppo radicalizza gli aspetti etici ed estetici della due giorni di incontri, aperti dalla conferenza iniziale della compositrice Silvia Colasanti (24 aprile, ore 16.00): l'offerta di una proposta diffusa rifugge le qualità del singolo per mostrare la forza del gruppo, la convinzione che la tecnologia riveli il suo carattere solo se condivisa.

Senza chiamare in causa la logica del site-specific, è pur vero che ogni intervento media le premesse territoriali con le urgenze compositive così da offrire uno spaccato che non si limita alla sola elettronica per spingersi oltre, fino alla soglia di una musica senza generi, una musica dei suoni da ascoltare senza retorica. Il ricorso al visivo adegua gli interventi ad una resa performativa studiata così da suggerire una certa dipendenza dei due diversi momenti: le due arti si contagiano senza produrre virus, piuttosto vaccinano la fruizione dal sensazionalismo dell'elettronica “ridotta” a strumento. Questa iniziativa anticipa le diverse traiettorie intraprese dal dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi musicali, a partire dalla prossima festa della musica, dal 23 giugno.

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1. Opera in trasformazione sonorapresso lo studio di Perino & Vele, a cura del M° Renato Esposito con la collaborazione di Francescopio Piscosquito, Manlio Moscarino, Valentino Santarcangelo, Giuseppe de Marco, Carbone Giuseppe.

L’intervento disposto presso lo studio di Perino & Vele rielabora alcuni temi propri della musica concreta, ripensati a partire dalla crudezza del suono campionato verso la formula aneddotica dovuta all’elaborazione del segnale in tempo reale: una metamorfosi dell’oggetto sonoro in continuo morphing e fading tra suono originario e fonte che rintraccia negli stessi strumenti di lavoro dei due artisti la relazione materiali/forme musicali. Una partitura la cui scrittura avviene nel tempo reale che solo l’ascolto permette.

2. MISCELLUS, presso lo studio di Umberto Manzo a cura del M° Maurizio Chiantone, con la collaborazione di Dylan Manna, Antonio Martini, Davide Maio, Francesco Stasi, Pasquale Colella, Raffaele Morabito, Marco Furno, Gennaro Montone.

La poetica di Umberto Manzo incontra la disponibilità di Maurizio Chiantone e degli studenti impegnati ad approfondire le strategie e le soluzioni derivabili dall'esecuzione della musica elettroacustica: una performance decisamente strutturata che elabora visivamente il paesaggio sonoro che circonda lo studio a partire dalla costruzione di una scenografia pronta a contestualizzarne lo svolgimento. Il singolare intreccio di suoni d'ambiente e performance regala una determinata idea dell'intervento musicale, pronto a rispettare il circostante come parte essenziale della sua struttura.

Sono previsti due interventi, distanziati tra loro di un'ora, presso lo studio di Umberto Manzo.

3. Frequen-t-azione: algoritmi deterministici nella relazione suono colore presso la casa studio di Eugenio Giliberti, a cura dei M° Michelangelo Pepe e M° Stefano Silvestri.

L'incontro tra Eugenio Giliberti da un lato, Michelangelo Pepe e Stefano Silvestri dall'altro rielabora la relazione suono/colore in chiave installativa, a partire dallo studio dello spettro cromatico “tradotto” acusticamente. A partire dalla sempre costante ricerca in questa direzione – si veda l'esperienza del pittore Veronesi – i tre sviluppano un percorso legato ad una investigazione cromatica in forma modulare dello stesso Giliberti, considerata a mo' di matrice da cui costruire in chiave algoritmica un'opera autogenerativa di natura sempre cangiante.

4. Situazione diffusa presso lo studio di Giuseppe e Lucio Perone. Électronique Guérilla Orchestre / All’interno dello studio orchestra con laptop e strumenti elettroacustici. Degoya / Nei pressi del laghetto tre esecutori con sonorità etniche.

a cura del M° Giosuè Grassia con DEGOYA Francesco Di Cristofaro – Gabriele Tinto – Andrea Laudante e la collaborazione di EGO. Francesco Mastrobuoni (regia del suono); Antonio Anania, Andrea Vernillo, Aniello Principe, Fulvio Caprioli, Adamo Iannelli, Guido Cusani, Dylan Iuliano, Carmine Giaquinto, Sara Iarrobino, Luigi Massaro, Pasquale Piccoli, Danilo Romano, Maria Varricchio, Pietro Nacca.

A partire dalla particolarità dello spazio a disposizione, singolare intreccio di natura e cura dei fratelli Giuseppe e Lucio Perone, la proposta del dipartimento a cura di Giosuè Grassia dispone diverse attività tese a mostrare la natura nomade, rizomatica e incessantemente modulabile dell'elettroacustica se intesa come formula partecipata orizzontale. Così, un'orchestra di laptop e strumenti elettroacustici accoglie i diversi fruitori in un laboratorio sempre aperto al work in progress e dai tempi variabili, che rielabora partiture grafiche prodotte dagli studenti con margini di improvvisazione nella performance stessa. Nei pressi del laghetto una postazione più piccola, di tre esecutori, si dedicherà all'approfondimento di sonorità etniche, alla ricerca di una dimensione più meditativa permessa da flauto bansuri, percussioni e leggere atmosfere elettroniche che si alternano a EGO, l'Électronique Guérilla Orchestre.